Dopo quattro vittorie consecutive, tre in campionato, la Juventus di Luciano Spalletti incappa in un’altra battuta d’arresto. E ancora una volta contro una “piccola”. Sono tanti oggi i punti lasciati per strada dai bianconeri contro formazioni sulla carta nettamente inferiori, una costante nonostante i cambi di guida tecnica. Che con il tecnico toscano la proposta di gioco della Juve sia migliorata è un dato di fatto, ma ai fini della classifica servono i punti, altrimenti in Champions League non ci vai.
La Juve patisce le peggiori difese
Torino, Fiorentina, Lecce… contro le peggiori difese della Serie A i bianconeri hanno perso per strada ben 6 punti e le responsabilità sono prevalentemente dei calciatori se, nonostante il continuo cambio di allenatori la musica non cambia. Da 3-4 anni a questa parte la Juventus prende gol alla prima azione concessa agli avversari e poi fa maledettamente fatica a segnare, soprattutto quando le squadre si chiudono a riccio e a fare la differenza creando la superiorità numerica dovrebbe essere la qualità degli interpreti.
Del resto, Luciano Spalletti è stato molto chiaro nella conferenza stampa post partita: “questa squadra non è fatta di campionissimi”, ammettendo contestualmente che non solo Cambiaso e David, ma un po’ tutti subiscono la pressione di un pubblico esigente come quello dell’Allianz Stadium. Sembra quasi un grido di dolore: dove vogliamo andare se i giocatori della Juventus hanno persino paura di scendere in campo davanti ai propri supporters?
Quanto sono lontani i tempi in cui lo Stadium rappresentava un fortino il cui solo nome spaventava gli avversari. Le partite la Juve le vinceva già dal tunnel che porta al terreno di gioco, con le squadre ospiti che se la facevano sotto solo vedendo in fila quei legionari con la maglia a strisce bianconere. Oggi la casa della Signora è terra di conquista per tutti e questa cosa non si riesce a invertire, se non per poche sporadiche gare.
Spalletti non può fare miracoli
L’allenatore ce la sta mettendo tutta e sta anche difendendo oltremodo il suo gruppo, ma qui c’è poco da filosofeggiare, perché un allenatore può far rendere al massimo le caratteristiche dei suoi giocatori, ma non può cambiarle. Gli errori di Cambiaso e Locatelli, per citarne solo alcuni, sono una costante nel tempo, e ora è ancora più chiaro quanto fossero panzane quelle di chi diceva “vedrete con un altro allenatore cosa diventeranno quei due”. Nel calcio come nella vita ci sono le categorie, e come dice Spalletti questa non è una Juve di categoria campioni. È una buona squadra, che oggi si trova al 4° posto anche perché la Roma nelle ultime settimane ha perso terreno, ma difficilmente può ambire a posizioni più nobili visto che davanti hanno gare da recuperare.
Ci si attendeva un pokerissimo dal mini-ciclo di queste 5 gare, ma già alla seconda è arrivato un pareggio. Ora ci sono Sassuolo, Cremonese e Cagliari: quante ne vincerà questa Juve? Nessuno può pronosticarlo, è sempre la stessa altalena.




