Al termine della prima giornata del girone di ritorno della Serie A, la Juventus di Luciano Spalletti agguanta in classifica il Napoli, oltre che la Roma, con cui si gioca sostanzialmente il 4° posto da tempo. Aver raggiunto anche i partenopei, però, in pochi lo avrebbero pronosticato fino a qualche settimana fa, considerato che i campani sembravano essere scappati con Milan e Inter. Oggi i nerazzurri sono a +4 e i rossoneri a +1, ma con una gara da recuperare, esattamente come il Napoli.
La manita alla Cremonese l’ultimo segnale
Difficile parlare di lotta scudetto, a meno che i recuperi non portino con sé delle sorprese. Spalletti stesso, al termine della manita rifilata dai bianconeri con la Cremonese, ha sottolineato il fatto che Inter e campioni d’Italia in carica siano attualmente su un livello diverso, ma il percorso di crescita della Vecchia Signora è innegabile. Sia dal punto di vista dei risultati, perché dopo la sconfitta col Napoli di Antonio Conte al Maradona l’unico altro inciampo è stato il pareggio interno contro il Lecce. Punti sanguinosi lasciati per strada da Madama, esattamente come quelli contro Torino e Fiorentina, ma erano ancora le prime gare sotto la guida Spalletti.
La crescita della Juventus di Spalletti
Oggi la Juventus è una squadra totalmente diversa, solida in difesa (5 clean sheet nelle ultime 7 partite) e più prolifica in attacco. Con il passare delle settimane, il tecnico di Certaldo ha gradualmente introdotto delle novità i cui frutti sono tangibili. La Juve è oggi molto equilibrata, concede molto poco e non fa possesso palla fine a se stesso. Con tutto il rispetto per tecnici preparati come Thiago Motta e Igor Tudor, che avranno carriere lunghe e ricche di soddisfazioni, poter contare su un allenatore che ha molta più esperienza è comunque un upgrade.
E il campo sta dando ragione alla decisione forte presa da Damien Comolli, che ha licenziato l’allenatore croato, nonostante nella passata stagione avesse tirato fuori la squadra dalle sabbie mobili conquistando una qualificazione alla Champions League vitale anche per i conti del club. Da allora sembra sia passata una vita, perché anche se non è ancora al livello delle prime, l’impressione che si ha che la Juventus stia colmando il gap, se non tecnicamente, dal punto di vista della voglia, della dedizione, delle idee. È fin troppo evidente che lo sviluppo sia quasi al suo massimo e che per ottenere di più servirà alzare il tasso tecnico dei tesserati a disposizione, ma la squadra apprende molto velocemente dall’allenatore e in soli 70 giorni i progressi fatti dicono che se quelle davanti sbagliano qualcosa, la Signora potrebbe approfittarne. Il condizionale è sempre d’obbligo.




