Si è concluso con 10 punti il ciclo di 5 partite sulla carta abbordabili per la Juventus di Luciano Spalletti. Tanti tifosi bianconeri si attendevano un bottino pieno (15 punti) per provare a risalire la china anche oltre il 4° posto, ma alle fine devono ora sperare che la Roma non vinca per evitare di essere ricacciati di nuovo indietro, fuori dalla zona che porta alla Champions League. Un brutto stop quello maturato a Cagliari, perché dopo 7 risultati utili consecutivi in tanti pensavano che la Vecchia Signora fosse guarita, nonostante l’inciampo del pareggio col Lecce.
Spalletti non può risolvere tutto
Il miglioramento dal punto di vista della proposta di gioco è indubbio, ma come testimoniano i tanti punti persi contro le piccole, anche con Spalletti in panchina, vuole dire semplicemente che questo non basta. In Sardegna, la squadra ha commesso uno dei suoi errori difensivi più tipici, con una dormita generale che ha spalancato le porte a una rete episodica della squadra di Pisacane. Il resto è stato tanto possesso, ma purtroppo sterile, soprattutto nel primo tempo, con un solo tiro diretto verso la porta di Caprile.
Tanta confusione, ansia ed errori tecnici che non sono di certo una novità e che riportano davanti agli occhi quelli delle Juventus allenate da Motta e Tudor. È chiaro che anche migliorando la proposta di gioco, se gli interpreti sono sempre gli stessi, il rischio di fare qualche passo avanti e uno indietro è sempre dietro l’angolo. Soprattutto quando poi ti trovi a rincorrere per sistemare una classifica.
I passi indietro degli attaccanti
David, per esempio, che sembrava in crescita nelle ultime uscite, non ha mai tirato in porta, esattamente come Openda, l’altro attaccante gettato nella mischia da Spalletti. Nessun effetto hanno sortito nemmeno gli ingressi di Zhegrova e Conceicao, che hanno solamente messo angoli e cross per nessuno. Alla fine quello che resta sono i numeri e alcuni non sono di certo esaltanti. Tudor lascia una Juve a -6 dalla vetta (Napoli), mentre oggi i bianconeri sono a -10 dalla nuova capolista, che è l’Inter.
I numeri non da Juve
Secondo i dati Opta, inoltre, dal 2004-2005 ad oggi, ovvero da quando viene registrato il dato, nessuno in Serie A aveva mai perso una partita con il 78% di possesso palla, come successo alla Juventus a Cagliari. E ancora, con questo KO, sono 5 le sconfitte della Vecchia Signora dall’inizio della stagione, già una in più rispetto alle 4 totali della stagione passata.
Insomma, se dal punto di vista del gioco c’è di che fare i complimenti a Spalletti, allo stesso tempo ci sono segnali del fatto che il lavoro del tecnico da solo non basta e, in attesa di possibili rinforzi dal mercato di riparazione, dovrà fare lo psicologo in vista delle partite contro Benfica e Napoli, in cui si gioca praticamente la stagione in Europa e in Italia.




