Non è un’impresa, ma comunque un traguardo importante per come si erano messe le cose. La Juventus si è qualificata ai playoff di Champions League battendo il Benfica per 2-0 all’Allianz Stadium. E c’è ancora una gara da giocare, in casa del Monaco nel Principato, che potrebbe clamorosamente qualificare i bianconeri direttamente agli ottavi di finale, migliorando lo score della passata stagione, quando l’esperienza europea di Thiago Motta e i suoi si concluse proprio perdendo ai playoff.
Benfica storicamente bestia nera della Juventus
Non è stata ovviamente una gara facile quella contro i lusitani, Bestia nera della Juve, che aveva perso entrambe le ultime due gare in casa contro il Benfica, mai battuto dai piemontesi nei 7 incroci più recenti. Considerato che poi sulla panchina avversaria ci fosse anche José Mourinho, la vittoria assume un valore più alto, al di là del gioco espresso.
Sì, perché erano vitali i tre punti e alla fine sono arrivati, anche se non è stata la Juventus brillante degli ultimi tempi. Del resto, se devi essere in palla come contro Lecce e Cagliari per poi tornare a casa con 1 solo punto su 6, meglio assolutamente fare bottino pieno non giocando benissimo. Che poi se vinci, sicuro hai giocato meglio dell’avversario.
È stata una Juventus più individualista, che ha creato difficoltà agli ospiti prevalentemente con le giocate di Yildiz nel primo tempo ed è andata al riposo tra qualche mugugno dell’Allianz Stadium per i tanti errori tecnici commessi, una costante tra le gestioni degli ultimi quattro allenatori. Per fortuna, nella ripresa Thuram si è inventato lo strappo che ha stappato la gara, poi ci ha pensato McKennie a chiudere i conti.
A proposito, dal 2020-21 ad oggi, assieme a Dusan Vlahovic, il texano è il miglior marcatore della Juve in Champions League, eppure non ha ancora un nuovo contratto e tra qualche giorno potrebbe accordarsi con una nuova squadra senza interpellare i bianconeri e parametro zero.
Dalla Champions al campionato: c’è il Napoli
Tutto è bene quel che finisce bene, insomma, anche se Luciano Spalletti da domani dovrà pensare alla missione Napoli. All’Allianz Stadium sbarcherà infatti la squadra campione d’Italia di Antonio Conte, falcidiata dagli infortuni ma molto arrabbiata per il pareggio di Copenaghen. Purtroppo, non c’è possibilità di fare calcoli: con il KO di Cagliari e il sorpasso da parte della Roma, per ritornare al 4° posto Locatelli e compagnia devono vincere e sperare che i giallorossi perdano con il Milan, altrimenti ogni discorso sarà rinviato alle prossime gare.
La qualificazione alla prossima “coppa dalle grandi orecchie” è l’obiettivo minimo in campionato, poiché vitale anche per i conti del club e alla base dell’allontanamento di Tudor con il conseguente cambio di panchina. La Juventus si gioca di più tra i confini nazionali, insomma, perché da lì dipenderà il programma futuro del quale Spalletti vuole far parte, ma nelle condizioni miglior possibili. Probabilmente nei prossimi giorni qualcosa arriverà dal mercato, ma niente stravolgimenti: dopo En Nesyri le operazioni dovrebbero essere concluse per rinviare ogni discorso al termine della stagione e li partire davvero con un nuovo anno zero. L’ennesimo dopo l’ultimo scudetto vinto.




