La Juventus viene eliminata dalla Coppa Italia per mano dell’Atalanta di Raffaele Palladino. Se si guarda esclusivamente al risultato, è indubbiamente un brutto stop per i bianconeri allenati da Luciano Spalletti, che comunque al trofeo tenevano, anche perché poteva essere il traguardo più alla portata in questa stagione, che rischia di essere l’ennesima annata interlocutoria della storia recente.
Juventus: il gioco c’è
La prestazione però c’è stata, così come c’era stata a suo tempo anche contro Lecce e Atalanta. Ecco, ciò che deve evitare la Vecchia Signora ora è che le occasioni mancate diventino troppe. Perché non è la prima volta – soprattutto da quando c’è Spalletti, ma la cosa si era verificata anche con Tudor – che la Juve gioca meglio dell’avversario ma torna a casa a mani vuote o nella migliore delle ipotesi con un pareggio.
Con il tecnico di Certaldo la proposta di gioco della Juventus è migliorata sensibilmente e anche contro l’Atalanta la squadra ha creato molto. Solo che, ancora una volta, si sono visti tutti i limiti di una rosa che paga sia alcune scelte della precedente gestione Giuntoli, sia alcune del primo mercato fatto da Comolli e soci. Nonostante abbia oggi il 2° attacco della Serie A, la Juve continua a fare maledettamente fatica a segnare.
Gioca spesso abbastanza bene Conceicao, per esempio, ma il portoghese è abbastanza monotematico nella ricerca delle soluzioni, nelle scelte e anche in alcune esecuzioni tecniche. Almeno un gol contro la Dea, infatti, avrebbe potuto farlo. Si è impegnato, ma non poteva fare di più David, che è un centravanti di manovra che aiuta tantissimo la squadra a pulire le azioni, ma non è un ariete d’area di rigore, come quelli che storicamente ha avuto a disposizione la Juventus.
Gli errori nelle ultime sessioni di mercato
E di Openda Spalletti non sembra fidarsi, se nel finale di gara, prima di far entrare il belga, prova con McKennie prima punta dopo l’uscita del canadese. È entrato come un pulcino bagnato, invece, il kosovaro Zhegrova, che anche per limiti atletici continua ad essere un elemento che ha inciso praticamente nulla sugli scenari delle gare cui ha partecipato. Più bello che utile, insomma, avrebbe chiosato l’Avvocato Agnelli.
Non credo onestamente che Spalletti abbia voluto “sfidare” la dirigenza mettendo McKennie di punta nella ripresa di Bergamo, ma sta di fatto che la rosa della Juventus oggi manca di alcune figure, ma soprattutto di qualità. Il tecnico toscano evidenza nel post partita la mancanza di decisionismo nei momenti topici delle gare e gli errori commessi in situazioni importanti. Insomma, mancano i campioni, senza i quali nonostante il bel gioco, di vittorie a casa non ne porti. È come l’annosa storia della nascita della gallina o dell’uomo. Solo che in questo caso la risposta mi sembra abbastanza lampante.




