Milton Pereyra: il caso che ha fatto rumore
Il caso Milton Pereyra ha fatto rumore, non poco rumore intrecciando calcio argentino, AFA e regole FIFA.
Il calcio giovanile argentino, si sa, è da sempre uno dei vivai più fertili al mondo. Per questa ragione si è ritrovato, specie negli ultimi anni, a fare i conti con una nuova realtà: i giovani talenti che lasciano il Paese prima di firmare il loro primo contratto professionistico.
Questo fenomeno è stato favorito dalla responsabilidad parental o patria potestad, la nostra responsabilità genitoriale, che permette ai genitori di trasferire i figli all’estero per motivi non sportivi.
Questi trasferimenti legali, però, hanno un impatto diretto sui club che investono nella formazione dei ragazzi e hanno spinto la federazione argentina, l’AFA a introdurre una misura severa: chi lascia il paese prima del primo contratto professionistico non potrà più giocare nelle selezioni giovanili.
Per capirci meglio, proviamo ad analizzare il caso di Milton Augustín Pereyra, giovane talento del Boca Juniors passato al Napoli, per comprendere come funzionano le regole FIFA sui minorenni, la normativa argentina e quali conseguenze sportive e giuridiche derivano da questo meccanismo.
Milton Pereyra: il giovane argentino alla corte del Napoli
Milton Agustín Pereyra, attaccante argentino classe 2008, nato a Buenos Aires il 13 maggio, è uno dei giovani più promettenti del panorama sudamericano. Cresciuto nella “cantera” del Boca Juniors fin dall’età di sette anni, si è evoluto in un numero 9 moderno: rapido, dotato di grande senso del gol, capace di giocare spalle alla porta e di dialogare con i compagni negli ultimi metri.
Alto 1,76 m, prima punta destra naturale, Pereyra abbina la rapidità a una buona capacità di finalizzazione e di lavoro per la squadra. La sua carriera giovanile è stata segnata da momenti di grande visibilità, come la doppietta nel Superclásico giovanile contro il River Plate.
Il Napoli lo ha ingaggiato quasi a chiusura di questa sessione di calciomercato, con un contratto fino a giugno 2028 e opzione di rinnovo per un’altra stagione a favore del club. Attualmente è aggregato alla squadra Primavera, con l’obiettivo di inserirlo gradualmente nel calcio italiano.
Il trasferimento al Napoli e la responsabilità genitoriale
A suscitare attenzione per il trasferimento di Pereyra non è stato tanto, e solo, il colpo fatto dalla SSC Napoli, quanto la modalità con cui è avvenuto. Il giovane attaccante, infatti, è stato tesserato dal club partenopeo tramite responsabilidad parental, nota in Italia come responsabilità genitoriale, meccanismo giuridico che attribuisce ai genitori la gestione degli interessi dei figli minorenni.
Grazie a questa norma i genitori possono, e quelli di Pereyra hanno potuto, trasferire il minore all’estero per motivi extrasportivi, senza il consenso del club di formazione e senza necessità di corrispondere un trasferimento economico. Il club di origine, in questi casi, riceve solo un indennizzo per i diritti di formazione, come avvenuto in precedenza per il caso Francisco Baridó, passato dalla cantera del Boca Juniors alla Juventus nel 2024.
In pratica, fino a 18 anni, la legge permette ai genitori di decidere sul futuro contrattuale del figlio, a condizione che il giocatore non abbia firmato un contratto professionistico. In Argentina, infatti, il primo contratto professionistico può essere sottoscritto solo dai 16 anni. Questo meccanismo legale ha consentito al Napoli di assicurarsi Milton Pereyra senza violare alcuna regola FIFA.
Le regole FIFA
Dicevamo che non è stata violata alcuna regola FIFA. Spieghiamoci meglio.
L’articolo 19 del Regolamento FIFA sullo Statuto e Tesseramento dei Giocatori (RSTP) disciplina i trasferimenti internazionali dei minorenni e prevede un divieto generale: non è consentito trasferire un calciatore minorenne nel suo primo tesseramento in un Paese diverso da quello di origine.
Qui però arriva il punto: il regolamento prevede alcune eccezioni
- trasferimento dei genitori per motivi non calcistici
- motivi umanitari o scambi studenteschi
- residenza continuativa di almeno cinque anni nel paese estero
- trasferimenti all’interno dell’UE o SEE per calciatori dai 16 anni
Ecco fatto. Il trasferimento di Pereyra rientra nell’eccezione del trasferimento familiare non calcistico, rendendo così l’operazione perfettamente legale secondo le regole FIFA.
Trasferimenti: la FIFA consente, l’AFA introduce restrizioni
Se secondo le eccezioni all’articolo 19 i trasferimenti in alcuni casi sono possibili, anche con una sorta di “raggiri”, l’AFA- Federazione Calcistica Argentina-, un modo per arginare il fenomeno dei trasferimenti l’ha dovuta pur trovare. E così ha introdotto una norma interna molto severa: i giovani calciatori che lasciano l’Argentina tramite patria potestad non saranno convocati nelle squadre giovanili nazionali.
La misura è stata approvata all’unanimità dall’organo di governo del calcio argentino e sostenuta dai club della Liga Profesional, con due obiettivi principali: innanzitutto tutelare i club locali e valorizzare il lavoro dei vivai e in secondo luogo per scoraggiare le partenze anticipate che vanno ad incidere sullo sviluppo atletico dei giocatori e sugli investimenti dei club.
La norma quindi non vieta legalmente il trasferimento, ma cerca di disincentivare, scoraggiare, demotivare i calciatori togliendo loro una delle principali vetrine sportive, ossia la nazionale giovanile. Il caso simbolo più recente è proprio Milton Pereyra, ma ce ne sono altri. Basti pensare a Lucas Scarlato dal River Plate passato al Parma e Francisco Baridó che dal Boca Juniors si è trasferito nella stagione 2024/2025 alla Juventus e passato poi al Napoli.
Le implicazioni del trasferimento: diritto civile e sportivo
Quando si pensa che il calcio sia solo un gioco, quando si pensa che il diritto non scenda in un campo di calcio, ecco che le vicende ci ricordano che il diritto entra eccome. In tutto. La questione del trasferimento di Milton Pereyra ce lo ricorda e ci ricorda che tutto si mescola.
il Napoli ha rispettato le regole FIFA e la responsabilità genitoriale. il Boca Juniors ha perso l’opportunità di valorizzare un altro giovane e e ottenere un trasferimento economico. L ’AFA ha scelto di intervenire solo sulle convocazioni giovanili, senza incidere sul diritto del giocatore di trasferirsi.
Nessuna delle parti ha violato nulla. Per il diritto civile i genitori possono scegliere il futuro contrattuale del figlio minorenne. Per il diritto sportivo nazionale, però, la federazione può limitare le convocazioni per proteggere club e vivai.
Milton Pereyra rappresenta un caso emblematico del calcio moderno, dove giovani talenti, diritto internazionale, normativa FIFA e regole federali nazionali si intrecciano.
Il trasferimento al Napoli ha dimostrato come la patria potestad può permettere operazioni legali e rapide, ma anche generare controversie sulla tutela dei vivai e sul futuro dei giovani calciatori nelle selezioni nazionali.
E, come sempre, c’è un’urgenza: trovare il giusto equilibrio tra libertà dei minori, interessi dei club e tutela delle federazioni.
Bella sfida! Proprio come quelle che spesso vediamo nel rettangolo di gioco.
