Al 21 febbraio la Juventus di Luciano Spalletti rischia di essere già fuori da tutto e con la prospettiva di una nuova stagione, la 2026-2027 che inizierebbe con il freno a mano tirato. I numeri sono del resto impietosi: quella maturata contro il Como per 0-2 all’Allianz Stadium (inviolato da ben 11 mesi) è stata la terza sconfitta consecutiva; nelle ultime 7 partite, la Juve ha vinto una sola volta (4 sconfitte e 2 pareggi); i gol subiti nelle ultime 5 partite sono addirittura 16; la media punti a partita con Spalletti in campionato è di 1,72, leggermente superiore a quella di Tudor (1,54).
Stagione già finita per la Juventus?
Oggi la Vecchia Signora è già fuori dalla Coppa Italia, deve vincere con 4 gol di scarto mercoledì per andare avanti in Champions League (serve un miracolo), mentre per centrare il quarto posto e partecipare alla prossima coppa dalle grandi orecchie, la squadra che ne ha vinta una nelle ultime 7 deve vincerne 9 nelle prossime 12. Anche qui, insomma, servirà una svolta clamorosa per salvare la stagione ed evitare una perdita di circa 130-150 milioni di euro. Senza questa cifra, la prossima stagione la compagine piemontese non potrà praticamente prendere alcun giocatore importante, oltre che non avrebbe i palcoscenici più importanti d’Europa come appeal per i nuovi innesti.
Come se non bastasse, qualche cessione eccellente sarà d’obbligo, viste le zavorre che oggi il secondo monte ingaggi del campionato si ritrova e che potrebbe salire ulteriormente con i rientri dai prestiti per i quali non scatterà il riscatto. La Juventus si trova in un loop ormai da troppi anni, con i direttori sportivi che si susseguono, gli allenatori pure e anche un discreto numero di giocatori, senza che però le cose cambino.
Spalletti naufraga come i suoi successori
Ogni volta che sbarca alla Continassa un nuovo tecnico si vivono alcune settimane di giubilo ed entusiasmo, ma poi si torna nella solita depressione. Esattamente come successo con Thiago Motta prima e Igor Tudor poi, dopo alcune settimane di segnali positivi con Luciano Spalletti, nelle ultime uscite la squadra ha fatto notevoli passi indietro, come ammesso dallo stesso tecnico di Certaldo. L’apoteosi proprio contro il Como, squadra che sta facendo un’ottima stagione, ma non era nel suo miglior momento.
La Juventus è parsa priva di idee, di gioco (lo schema è sempre, palla a Yildiz e vediamo se si inventa qualcosa), ma anche di attributi. Come succede ormai stabilmente da anni, al primo tiro la squadra subisce gol e poi entra in un tunnel senza uscita. Nessuna reazione, tantissimi errori tecnici e di scelte, incapacità di organizzare il benché minimo pericolo nei confronti degli avversari. A commettere errori macroscopici sono sempre più o meno gli stessi, cosa che conferma come questa Juventus non abbia ancora ricostruito una spina dorsale su cui basare un progetto.
Verso un nuovo anno zero
Spalletti sta naufragando esattamente come sono naufragati i suoi predecessori e sembra aver perso la verve delle prime settimane, visto che nonostante l’egregio lavoro svolto e i tanti accorgimenti tattici adottati, la solfa sia sempre la stessa. In tanti ci eravamo illusi che la Juventus avrebbe finalmente imboccato la via giusta, ma invece pare siamo di fronte a un’altra stagione persa e alla prospettiva di un altro “anno zero” alle porte.




