Dopo la Coppa Italia, la Juve saluta anzitempo anche la Champions League, ed è la terza volta consecutiva che i bianconeri vengono eliminati dopo la prima fase della coppa dalle grandi orecchie. Dopo tre sconfitte consecutive, quattro nelle ultime cinque gare, Luciano Spalletti e i suoi tornano alla vittoria e lo fanno anche con una prestazione di sostanza e cuore, ma è una purtroppo una vittoria di Pirro. A passare è il Galatasaray, che usufruisce anche di un clamoroso errore arbitrale a favore nella gara di ritorno.
Juve ancora penalizzata da un arbitro
Se per l’andata, non si può onestamente dire nulla per l’espulsione di Cabal, quella di Kelly non esiste, a termini di regolamento. Il difensore della Juve guarda solo il pallone, stacca e nell’atterraggio tocca un avversario. Impossibile dare secondo giallo poiché non un contatto volontario. Peggio ancora dare il rosso diretto per colpo violento dopo l’on field review al VAR. Nonostante quasi tre tempi su quattro giocati con un uomo in meno, la qualificazione agli ottavi è stata in discussione per circa 200 minuti.
Merito di una Juventus eroica nel cuore e nel ritmo, ma come spesso succede, soprattutto in Europa, alla fine la differenza la fa la tecnica. Troppi errori da parte della squadra di Spalletti, alla fine i bianconeri li hanno pagati. Quattro occasioni da gol clamorose fallite come quelle capitate a David, Yildiz, Thuram e soprattutto Zhegrova, il Galatasaray non le ha mai avute all’Allianz Stadium. Insomma, ancora una volta si è avuta la conferma che il tecnico di Certaldo con il suo lavoro abbia sopperito a diverse carenze della rosa a sua disposizione, ma di fronte a certi errori non si può fare nulla.
Il cuore c’è, il gioco anche: cosa manca?
Di sicuro, dopo alcune prestazioni preoccupanti, la gara con il Galatasaray può essere un buon viatico per la Juve che deve affrontare un finale di stagione complicato. Senza parlare di “uscita a testa alta”, che dalle parti della Continassa non è mai esistita e mai esisterà, di sicuro la gara di Champions restituisce un po’ di fiducia al gruppo nel lavoro fin qui svolto. Da oggi Locatelli e soci cercano di riordinare le idee e di ritrovare energie fisiche e mentali perché domenica c’è da affrontare la Roma in una gara quasi da dentro o fuori.
Oggi i bianconeri hanno una media che li potrebbe portare a fine stagione ad avere al massimo 66 punti, troppo pochi per pensare di andare in Champions. Ne servono almeno 27 da qui al termine della stagione, 9 vittorie su 12 partite, per avere buone chance di agguantare il quarto posto e “acchiappare” (come direbbe Spalletti) la Champions League 2026-2027 che garantirebbe tra introiti diretti e indiretti oltre 100 milioni. Senza di essi, l’ennesima ricostruzione della storia recente della Juve sarebbe assai complicata. Anche in caso di permanenza dell’ottimo Spalletti.




