La sosta per le nazionali ha alimentato una ridda di voci relative al presente e al futuro della Juventus. Luciano Spalletti ha ripreso nelle scorse ore la preparazione in vista del match del 6 aprile contro il Genoa all’Allianz Stadium (31 giornata di Serie A). Solo 7 i giocatori a disposizione per il tecnico di Certaldo, che attende il rientro in primis di Kalulu e Cabal, poi si aggregheranno via via tutti gli altri. Nel frattempo, a fare da sparring partner alla Continassa ci sono calciatori della NextGen di Brambilla e della Primavera di Padoin.
Come anticipato dallo stesso Spalletti in prima persona, la sosta doveva anche servire per approfondire alcuni discorsi in chiave futura e anche se ancora non ci sono annunci ufficiali, ci sono dei paletti dai quali non si può scappare. Partiamo proprio da quello dell’allenatore, che ha già dato disponibilità a rimanere fino al 2028 con un progetto serio e che porti la squadra a crescere in termini di qualità ed esperienza.
Spalletti ha in testa la Juventus del futuro
Con l’abbassamento verticale dell’età media, la Juventus è diventata sempre meno forte e ora Spalletti vuole alzarne il livello. Per farlo, quarto posto o no, serviranno degli innesti mirati, oltre che delle cessioni. Le gerarchie, del resto, sono ben definite da tempo, soprattutto dopo l’uscita dalle coppe. Giocano praticamente sempre gli stessi, e al di là della difesa d’ufficio di alcuni elementi durante le interviste, i titolari sono ben distanti dalle riserve.
Per fare il punto della situazione, Holm rientrerà sicuramente a Bologna per fine prestito dopo aver occupato per diverse settimane l’infermeria del J Medical. Di Gregorio si è ormai giocato la Juventus e se per cinque partite di fila ha giocato Perin, non è una bocciatura, è stato proprio scaricato. In difesa, dopo gli svarioni delle ultime apparizioni, è uscito completamente dai radar della prima squadra Cabal, mentre Gatti non c’è mai entrato.
Da monitorare sempre la posizione di Cambiaso, che in caso di offerta irrinunciabile, non sarebbe di certo trattenuto con la forza, soprattutto senza Champions League. A centrocampo, scomparso completamente Adzic, per il quale la Juventus pensa a un prestito per non perderne il controllo, mentre Miretti è ritenuto “monetizzabile”, poiché ha mercato e sarebbe tutta plusvalenza.
Gli intoccabili del centrocampo per il tecnico
Gli intoccabili di Spalletti sono Locatelli, McKennie e Thuram, ma senza quarto posto la palla passerebbe tra i piedi del francese. Koopmeiners, esattamente come a gennaio e l’estate scorsa, ha proposte dalla Turchia ma non sembra entusiasta, nonostante abbia percepito di essere indietro nelle gerarchie di Spalletti alla Juventus.
In attacco è tutto in divenire, poiché nonostante gli abboccamenti di diversi club, Conceicao e Yildiz non sembrano essere in discussione, anche senza Champions, mentre tutto il resto è valutabile. Il tecnico toscano ha bocciato senza se e senza ma David e Openda, ma sebben il primo potrebbe consentire una monetizzazione migliore, senza quarto posto alla fine potrebbe essere tenuto perché ritenuto più congruo al progetto tecnico del belga.
Attacco da rifare, ma senza Champions…
Più fuori che dentro Zhegrova, che paga una condizione atletica tale da non giocare nemmeno un minuto in nazionale. Milik, che ha un contratto di un altro anno è un’incognita totale, mentre Vlahovic deve rinunciare ancora a qualcosa delle sue richieste per firmare il rinnovo. Eventuali innesti, invece, dipenderanno oltre che dalle cessioni, anche dalla prospettiva: un profilo come Lewandowski, oltre a chiedere uno stipendio monstre, vuole garanzie di lottare per primeggiare il prossimo anno. Un discorso che si potrebbe estendere agli altri reparti citando i vari Bernardo Silva, Rudiger e Alisson.
Insomma, la Juventus deve chiudere al meglio questa stagione, e non è affatto semplice né scontato, poi dovrà riuscire a convincere giocatori di un certo tipo ad accettare una squadra che da troppi anni cerca una rinascita che non arriva. Se così non fosse, Spalletti sarebbe semplicemente il 9° traghettatore di una Juventus che negli ultimi anni ha cercato invano la via maestra.




