Premessa doverosa: chi scrive vi ha sempre raccontato le cose come stavano sin dall’inizio, ragion per cui le aspettative per il mercato Juve invernale dovevano essere inevitabilmente basse. Sicuramente, però, viste le difficoltà, ci si attendeva qualche idea in più, che andasse oltre le proposte di intermediari e agenti. Giusto per fare la cronistoria, la sessione si è aperta con Luciano Spalletti a chiedere un terzino e un trequartista/esterno d’attacco, ma poi ci si è concentrati su una prima punta, per poi tornare nelle ultime ore su un terzino.
Perché il mercato Juve è bloccato
La tifoseria è sul piede di guerra, ma Giorgio Chiellini è stato fin troppo chiaro sin da subito: “non vogliamo e non possiamo acquistare calciatori a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto”. Si spiegano così, dunque, le trattative più importanti impostate ma poi cancellate prima della definizione. Con Mateta la Juve aveva un accordo totale, ma il Crystal Palace ha detto no all’opzione prestito senza obbligo, mentre il Milan si è potuto spingere oltre e sta per definire l’operazione.
Discorso analogo per En-Nesyri, anche se stavolta è stato più il giocatore a dire no: il marocchino non voleva essere trattato come un pacco che va avanti e indietro e senza la certezza di essere acquistato definitivamente dalla Juventus, ha preferito lasciar perdere. Per Kolo Muani, invece, la situazione è diversa ma altrettanto seria: il PSG ha aperto alla trattativa, ma il Tottenham non ha intenzione di annullare il prestito fino a fine stagione, essendo difficile trovare in pochi giorni un sostituto all’altezza.
Uno scambio davvero “cercato”?
Quanto allo scambio Holm-Joao Mario in via di definizione, invece, è stata una trattativa nata di mercato Juve con agenti e intermediari nell’ambito di un’altra operazione di mercato. Lo svedese è stato accostato a lungo alla Vecchia Signora durante la gestione Giuntoli-Motta, ma poi non se n’è fatto nulla. Che la trattativa vada in porto con una gestione societaria rivoluzionata e dopo due allenatori diversi, lascia intendere che non sia propriamente un’idea nata dall’interno, bensì un’occasione per uno scambio di prestiti fino a giugno che non sposta sostanzialmente niente.
Il Bologna si prende un giocatore che in bianconero non vede il campo, la Juve prende uno che in rossoblu non è un titolare fisso e per giunta ogni stagione si ferma per almeno un paio di problemi muscolari. In tutto ciò, Spalletti non può di certo sorridere per il mercato Juve, poiché di frecciate ne ha lanciate diverse nelle ultime settimane. Non si aspettava di certo la luna, ma almeno due rinforzi seri. Per carità, c’è tempo fino a lunedì, ma oggi tutti sanno che la Juventus è con l’acqua alla gola e non può comprare, solo chiedere prestiti.
Difficile così fare affari seri e se l’obiettivo iniziale non era “prendere tanto per prendere”, fare un mercato alla “Alcaraz e Djalo” avrebbe molto poco senso. Al tecnico di Certaldo non resta che fare con quello che c’è e sperare di avere garanzie al termine della stagione, quando però sono già in cantiere rientri di giocatori costosi che nei club a cui sono stati prestati non stanno propriamente facendo faville.




