La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel tardo pomeriggio di oggi, a tre giorni dalla cerimonia d’apertura delle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina. Lindsey Vonn ha confermato in conferenza stampa ciò che molti temevano: la caduta di venerdì scorso a Crans Montana le ha causato la rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Eppure, con una determinazione che definire sovrumana sarebbe riduttivo, la 41enne fuoriclasse americana ha annunciato che domenica sarà regolarmente al cancelletto di partenza della discesa libera sull’Olympia delle Tofane.
Lindsey Vonn infortunio: sarà comunque a Milano Cortina 2026
La campionessa olimpica di Vancouver 2010 Lindsey Vonn è intervenuta in conferenza stampa a Cortina per fare il punto sulle sue condizioni fisiche, chiarendo la situazione dopo la brutta caduta nella discesa di Crans-Montana e i persistenti fastidi al ginocchio. Il quadro clinico emerso dagli accertamenti non lascia spazio all’ottimismo: il legamento crociato risulta completamente lesionato, con la presenza anche di un trauma osseo e di una lesione al menisco.
Lo scenario, inevitabilmente, cambia in modo significativo, anche se non del tutto definitivo. Le prospettive si sono ridimensionate, ma resta viva la voglia di provarci e di scendere in pista a Milano-Cortina 2026, un’Olimpiade che la 41enne statunitense ha inseguito con determinazione feroce dopo cinque anni di ritiro.
Le dichiarazioni di Lindsey Vonn: “In discesa ci provo comunque”
“Venerdì a Crans Montana mi sono rotta completamente il crociato anteriore“, ha esordito Vonn davanti ai giornalisti presenti in sala stampa a Cortina. “Ho consultato medici, sono andata in palestra e oggi ho sciato. Sono fiduciosa di essere in pista domenica“.
La lucidità della campionessa olimpica di Vancouver 2010 emerge cristallina: “Non è quello che speravo. So quali erano le mie possibilità prima dell’incidente, oggi non sono le stesse. Ma finché ci sarà una possibilità, ci proverò“.
La resilienza che l’ha sempre contraddistinta traspare prepotente: “Ho affrontato molte sfide in carriera, ho sempre spinto oltre i miei limiti. La discesa è pericolosa, tutto può succedere. Per quante volte sono caduta mi sono sempre rialzata“.
Un riferimento ai numerosi infortuni che hanno costellato la sua carriera, compreso quello al ginocchio destro ora dotato di protesi. Eppure eccola qui, a 41 anni, pronta a sfidare il destino sulle nevi dove ha scritto pagine indelebili dello sci alpino.
