Juventus, la stagione sfila via così? Una sola vittoria nelle ultime 6 partite (3 sconfitte e 2 pareggi), 10 gol fatti e 14 subiti, 13 solo nelle ultime 4 gare, fuori dalla Coppa Italia, quasi fuori dalla Champions League e al momento fuori dal 4° posto. È già finito l’effetto Spalletti alla Juventus? I numeri di sicuro pongono fine a una narrazione tendenziosa quanto irreale: se giochi come gioca la Juve da quando c’è il tecnico di Certaldo ne vinci 9 su 10. No, non succede, semplicemente perché non è una questione di gioco.
Una Juventus non a livello della Champions
È una questione di livello e il livello di questa squadra negli ultimi anni non si è mai alzato. Cambiano gli allenatori, infatti, ma così come con Allegri e poi con Motta, la Vecchia Signora è virtualmente fuori già dopo la prima fase della Champions League. Al ritorno tra 7 giorni all’Allianz Stadium di Torino i bianconeri dovranno vincere con 4 gol di scarto: 4-0, 5-1, 6-2… E considerato l’andazzo degli ultimi tempi, mi pare una cosa alquanto difficile (spero di essere smentito).
In pochi giorni, insomma, la Juventus si gioca la stagione: prima la sfida casalinga contro il Como, poi il ritorno con il Galatasaray e infine il big match dell’Olimpico contro la Roma. Spalletti e i suoi non possono più sbagliare ma ad oggi pronostici non se ne possono fare, semplicemente perché ogni volta che questa squadra nella storia recente è parsa guarita, puntualmente ha visto i fantasmi.
Il gioco non trasforma i rospi in principi
Qualcuno sosteneva in questi anni (a torto marcio) che quando non hai giocatori di livello, basta giocare bene per alzarne la qualità e giocarsela con tutti. Una panzana colossale: Locatelli non diventerà mai Modric, Cabal non diventerà mai Maldini, Kelly mai sarà come Chiellini “grazie al gioco”. Semplicemente i ds che si sono succeduti in questi anni alla Juve (4) non sono riusciti ad alzare il livello della squadra da consegnare agli allenatori.
Oggi la Juventus è una squadra con 2-3 giocatori di alto livello, diversi buoni giocatori e tanti elementi normalissimi. Ragion per cui, in Italia puoi al massimo competere per il 4° posto, mentre in Europa non c’è trippa, nemmeno con il “gioco moderno” di Spalletti. L’impressione che mi resta dalle ultime settimane è che la stagione stia scorrendo come acqua tra le dita di questa squadra, che non ha la tecnica né la forza mentale per andarsi a prendere certi traguardi.
Salvare il salvabile con il 4° posto
Ogni partita è un susseguirsi di regali incredibili, errori da categorie inferiori che nessuna squadra top commette. E guai a pensare che un’annata senza Champions e con un solo obiettivo potrebbe aprire finalmente un nuovo ciclo. I conti hanno bisogno della qualificazione in Champions, altrimenti sarebbe il baratro e la rinascita sarebbe ulteriormente rinviata nel tempo.




