Milan, Leao segna e Allegri s’infuria con Fabregas
Il Milan di Max Allegri fa 1-1 nel recupero con il Como e scivola a meno 7 dall’Inter, ma allunga di una lunghezza sulle rivali per la lotta Champions League. Un match in cui è successo un po’ di tutto, dentro e, soprattutto, fuori dal campo.
Milan, Maignan sbaglia e Leao aggiusta. Rabbia Allegri
E’ stata una partita molto diversa da quella giocata lo scorso 15 gennaio e per la prima volta in 2 anni il Como di Fabregas esce imbattuto da un confronto con il Milan. Gli ospiti si presentano a San Siro con un 3-4-2-1 senza punte di ruolo, dall’altra parte senza Rabiot c’è Jashari in mezzo con Ricci e Modric, Leao in avanti torna titolare.
Primo tempo quasi soporifero, poi all’improvviso Nico Paz approfitta di un erroraccio di Maignan e porta in vantaggio i suoi. Nel secondo tempo fuori Pavlovic per una botta e quando il Como sembra padrone dell’incontro ecco Jashari travestirsi da Pirlo e lanciare Leao: il portoghese resta freddo e scavalca Butez, in improvvida uscita. Il resto è molto nervosismo, qualche occasione, soprattutto per il Milan con Fofana, e un pareggio che fa felice per di più l‘Inter. I nerazzurri sono a +7 sui cugini e il campionato è sempre più moribondo, quasi in coma.
Un Milan con il fiato corto nel finale, che comunque ottiene il 24esimo risultato utile di fila e sale a 8 lunghezze di vantaggio sul quinto posto. Bene Jashari, male Nkunku e la sensazione di dover recuperare al meglio alcuni elementi, Pulisic su tutti e sfruttare, adesso sì, il vantaggio di giocare solo una volta a settimana.
Allegri-Fabregas, alta tensione
Evidentemente il match contro il Milan non è banale per Fabregas, che è stato elettrico per tutta la partita, tanto da strattonare Salaemakaers, scatenando le ire di Allegri. Il tecnico milanista è stato espulso, poi nei corridoi di San Siro non le ha mandate a dire al suo collega catalano. Predica bene e razzola male Fabregas, che si erge a paladino del bel gioco e poi ricorre a mezzucci da campi di periferia per innervosire gli avversari.
“Non lo farò più, è stato un gesto antisportivo. Come dice Chivu dobbiamo tenere le mani a posto”, così il buon Cesc nel post-partita. Peccato che l’allenatore del Como non abbia tenuto conto che l’allenatore dell’Inter aveva fatto peggio di lui nel derby d’andata, ostacolando Rabiot. Non dobbiamo scendere nei luoghi comuni tipo “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” oppure “Il più pulito ha la rogna”, eppure la tentazione è forte.
Fabregas pensasse che in 4 match con il Milan è stato rimontato 4 volte e che al terzo anno da allenatore professionista dovrebbe avere un po’ più di rispetto per il paese che lo ospita. Vinca i titoli che si è aggiudicato da giocatore e poi vedremo. Bisognerebbe capire poi perché lui non è stato espulso. Mistero.
p.s. 3 sconfitte su 3 nell’andata del playoff di Champions League, 10 gol subiti. Questo non è colpa di Allegri.




