Il Milan torna vincere in campionato, batte il Torino e aumenta a 9 punti il vantaggio sulle quinte, portandosi a 6 punti dall’Inter capolista. In casa milanista si comincia a pensare al futuro.
Milan, vittoria scacciapensieri contro il Torino
I numeri, che non si discutono mai, prima di tutto. 63 punti, tanti quanto quelli conquistati in tutta la passata stagione (con Thiaw, Theo Hernandez e Reijnders), secondo posto, più 9 sulle quinte e meno 6 dall’Inter a otto giornate dalla fine. Il 3-2 contro il Torino ha riportato il sereno in casa rossonera e il secondo tempo giocato con il 4-3-3 è stato incoraggiante. Peccato per la sofferenza finale per il rigore segnato dall’ottimo Vlasic, ma ormai parlare su arbitri e Var è un dibattito affascinante come quello sull’uovo e la gallina.
“Allegri non fa migliorare i giocatori”, così si è sentito spesso dai soloni del web calcistico. Beh vedendo la stagione di Maignan, Pavlovic, Rabiot tra gli altri non si direbbe. Il centrocampista francese è a quota 5 gol segnati, meglio in Italia ha fatto soltanto nella stagione 2022/2023 con la maglia della Juventus, chi allenava i bianconeri? Un livornese.
Bene, molto bene il 4-3-3 del secondo tempo, con un convincente Athekame al posto di un distratto e falloso Tomori (sicuro che meriti il rinnovo?), Salaemakers più alto, Pulisic a svariare e Fofana/Rabiot liberi di inserirsi. Meno bene Fullkrug, forse è meglio a partita in corso, incoraggiante il ritorno dopo quasi 5 mesi di Santi Gimenez.
Male il primo tempo, con un Torino spigliato e propositivo, spiazzato dalla perla di Pavlovic e che poi aveva trovato il pareggio con Simeone. Di questo passo la salvezza granata non sarà un problema. Tre punti fondamentali per un Milan che comincia anche a guardare al futuro.
Leao, il futuro è incerto
Diciamolo subito, il suo comportamento contro la Lazio non è piaciuto. Evidentemente l’Olimpico stuzzica l’anima ribelle di Leao, come l’anno scorso nel famoso cooling break con il compare Theo. Il portoghese è rimasto in tribuna con il Torino per un problema all’adduttore. La squadra non ha risentito, tanto che l’ultima volta che i rossoneri avevano segnato 3 gol, a Bologna lo scorso 3 febbraio, Rafa era rimasto seduto tutto il tempo in panchina. L’ex Lille non è più indispensabile, forse non lo è mai stato e forse il tuo tempo a Milanello sta davvero per scadere.
Negli scorsi giorni c’è stato un summit Allegri-Tare-Furlani per cominciare a pianificare il futuro, il mercato e gli obiettivi. La sensazione che il Milan di oggi non possa permettersi di rinunciare ad Allegri o Tare, anzi è il futuro di Furlani in rossonero ad essere a rischio. C’è il nome di Calvelli sullo sfondo come possibile nuovo CEO, ma questo ai tifosi interessa poco. C’è un campionato da finire al meglio e un mercato estivo da protagonisti, perché nella prossima stagione non ci si può e non ci si deve accontentare. Guai a farlo, guai.
p.s. nessun milanista in Nazionale, almeno per qualche giorno Allegri non sarà responsabile dei guai del calcio italiano. Come qualche solone del web sostiene. Perdonali Max.




