Il Campionato Mondiale di Calcio 2026 si giocherà tra Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio 2026. Nonostante l’allargamento del format, che prevede la partecipazione di 48 squadre suddivise in 12 gironi, tra le nazionali più accreditate restano le grandi potenze del calcio internazionale, con la Spagna indicata come la squadra da battere. Mondiali 2026 favorite: andiamo a scoprire le principali indiziate al successo finale e le possibili outsider del torneo.
Mondiali 2026 favorite: Spagna davanti a Inghilterra e Francia
La vittoria dell’Europeo 2024 ha rilanciato le ambizioni della Spagna, che si presenta come la nazionale da battere ai Mondiali 2026.
Con Luis de la Fuente in panchina, la Roja ha saputo evolversi senza tradire la propria identità: possesso palla e costruzione dal basso restano le fondamenta, ma il gioco è diventato più verticale e rapido, con Nico Williams e Lamine Yamal a fare la differenza sugli esterni. Un mix di talento giovane e maturità tattica che la rende la candidata più completa al titolo.
Subito dietro c’è l’Inghilterra, che con Thomas Tuchel in panchina si è trasformata in una squadra più aggressiva e ad alta intensità, mantenendo in Harry Kane il punto di riferimento offensivo principale. La rosa è profonda, soprattutto a centrocampo e in attacco, aspetto che può pesare in un torneo così lungo.
La Francia, terza favorita secondo i bookmaker, continua a puntare sul talento di Kylian Mbappé, protagonista già nel trionfo del 2018 in Russia e nella finale del 2022 in Qatar. Completano la top-5 delle favorite l’Argentina, campione in carica, e il Brasile di Carlo Ancelotti. Un gradino più sotto a queste cinque nazionali troviamo, nell’ordine, Germania, Portogallo e Olanda.
Mondiali 2026, le possibili sorprese
Come spesso accade nei grandi tornei, anche il Mondiale 2026 può aprire spazio a outsider credibili.
Tra queste c’è la Norvegia, tornata competitiva dopo anni difficili. La squadra di Solbakken ha mostrato grande capacità realizzativa nelle qualificazioni e può contare su un attaccante come Haaland, tra i più efficaci al mondo.
La Colombia resta una candidatura interessante. Non è tra le favorite e storicamente non ha mai superato i quarti, ma può contare su giocatori offensivi di qualità come Luis Díaz e Jhon Durán. L’obiettivo realistico è almeno eguagliare il miglior risultato ottenuto finora.
Attenzione anche al Belgio, che ha lasciato alle spalle l’etichetta di “generazione d’oro” ma conserva elementi di alto livello affiancati da nuovi talenti come Doku. Con meno pressione rispetto al passato, può diventare una delle variabili più imprevedibili del torneo.




