John Elkann detta ancora una volta la linea e anche se tanti tifosi della Juve non vorrebbero, non può che essere così. L’azionista di maggioranza del club bianconero, nella lettera agli azionisti Exor, ha ribadito la centralità della proprietà nel futuro della Vecchia Signora, che non passerà di mano (a differenza di GEDI), nonostante le voci che continuano a spuntare ciclicamente. Dalle difficoltà del recente passato, dovute prevalentemente ai postumi delle questioni Superlega e plusvalenze, il patron della Juventus ha ricordato il recente aumento di capitale e ribadito come davanti ci siano prospettive vincenti.
Spalletti è il futuro Juve
E in tutto ciò avrà un ruolo importante mister Luciano Spalletti che, dice Elkann, “ha portato nuova energia nello spogliatoio, restituendo grinta e determinazione alla vittoria”. Ovviamente, ci sarà una Juve 2026-2027 con la qualificazione in Champions League e una senza, che richiederebbe un altro intervento della proprietà con innesti di capitali. E le due ipotesi inevitabilmente influiranno anche sulle possibilità di accontentare l’allenatore di Certaldo.
La Juve si è già mossa in questo senso, seguendo le indicazioni di Spalletti, che nei colloqui fitti per il prolungamento di contratto (che non sembra essere in dubbio nonostante alcune voci degli ultimi giorni) ha già fissato i suoi paletti. Servono almeno 3-4 top, magari andando a pescare tra i parametri zero come Rudiger, Bernardo Silva, Senesi, Goretzka, Lewandowski e Alisson. Ma serviranno anche comprimari esperti e che non tremino al momento dell’inno che si canta allo Stadium, come purtroppo avviene ormai da troppo tempo (ammissione indiretta dello stesso tecnico).
Serve ricostruire l’ossatura della squadra
Il problema della Juve attuale, infatti, è che non è riuscita a costituire un’ossatura forte dopo l’ultimo scudetto, sulla quale costruire poi anno dopo anno il contorno vincente. Sono passati 8 allenatori, 5 direttori e tantissimi giocatori, ma la musica non è mai cambiata e anzi, spesso si è tornati su posizioni precedenti perché il nuovo ha quasi sempre deluso.
Gli acquisti azzeccati si contano sulle dita della mano, nonostante Elkann i soldi non li abbia mai fatti mancare. Basti pensare che nelle ultime due sessioni estive sono stati spesi circa 300 milioni, la squadra ha oggi il 2° monte ingaggi della Serie A e mai come quest’anno fa fatica a qualificarsi in Champions League. Insomma, tante spese, rosa più giovane, proposte di gioco diverse e moderne, ma risultati scadenti.
Da qui la richiesta di Spalletti di contare di più in sede di mercato con innesti mirati, di comprovata esperienza internazionale e che alzino immediatamente il tasso tecnico e anche “mentale”. In grossa parte dipenderà dalla Champions, poi servirà anche unità di intenti in tutta l’area sportiva Juve. Altrimenti, si rischierà l’ennesimo anno zero.




