Il 2026 è un anno che rimarrà negli almanacchi del calcio italiano e non in modo lusinghiero. Con il doppio verdetto che ha spedito a casa Bologna e Fiorentina, eliminate rispettivamente dall’Aston Villa in Europa League e dal Crystal Palace in Conference League, si chiude ufficialmente la stagione europea del calcio italiano.
Il risultato? Nessuna italiana in semifinale in Europa su tre competizioni disputate. Un’assenza totale che mancava dal 2019, quando però la Conference League non era ancora nata, il che rende questo vuoto ancora più pesante da digerire.
Per trovare un precedente sovrapponibile, con tre coppe in gioco e nessun club della Penisola tra i migliori quattro d’Europa, bisogna risalire addirittura al 1987: Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e Coppa Uefa, tutte disputate senza un singolo club italiano in semifinale. Quasi quarant’anni fa. Un’altra epoca del calcio.
Da Istanbul a Dublino: un decennio tra finali e rimpianti
Eppure, fino a pochissimi anni fa, l’Italia era una protagonista fissa del grande calcio europeo. Dal 2019-20 in poi, ogni stagione aveva visto almeno un club italiano raggiungere le semifinali.
Nel 2020, in piena pandemia, l’Inter aveva disputato la finale di Europa League a Colonia, cedendo di misura al Siviglia. L’anno successivo la Roma si era spinta fino alle ultime quattro in Europa League, prima di alzare il trofeo nel 2022 battendo il Feyenoord in Conference.
Il picco era arrivato nella stagione 2022-23, con un risultato che sembrava annunciare una nuova era di dominio: tre squadre italiane in tre finali europee. Un en-plein storico, rimasto però senza coppe in bacheca. L’Inter aveva perso la Champions a Istanbul contro il Manchester City, la Roma la finale di Europa League ai rigori contro il Siviglia a Budapest, la Fiorentina aveva ceduto in Conference al West Ham a Praga. Tre finali, tre sconfitte.
Nel 2024 si erano riviste luci e ombre: la Fiorentina aveva perso ancora una finale europea, questa volta contro l’Olympiakos ad Atene, mentre l’Atalanta aveva scritto una pagina bellissima a Dublino, demolendo 3-0 il Bayer Leverkusen con una tripletta di Lookman e conquistando la prima Europa League della propria storia.
Nella stagione più recente, l’Inter era tornata in finale di Champions League, ma il 5-0 subito dal PSG a Monaco era stato uno schiaffo durissimo per tutto l’ambiente.
Il 2026 da incubo dell’Italia: prima i Mondiali, ora l’Europa
L’eliminazione delle squadre italiane dalle coppe europee non è un episodio isolato, ma arriva al termine di una stagione già segnata dalla mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali, la terza consecutiva nella storia degli Azzurri. A poche settimane dalla notte di Zenica, arriva un altro segnale pesante per il movimento.
Il dibattito sulla crisi del calcio italiano – già acceso da tempo, alimentato da voci come quella del presidente dell’Inter Marotta, che aveva parlato di un movimento “malato” che necessita di cura – trova ora ulteriore combustibile.
Infrastrutture carenti, gap economico crescente rispetto ai top club europei, settori giovanili che faticano a produrre talenti di livello internazionale: le cause sono molteplici e note, ma i rimedi tardano ad arrivare.
Quel che resta, oggi, è la fotografia di un paese che guarda le semifinali europee dalla tribuna. Sette anni dopo l’ultima volta. E con la scomoda sensazione che non si tratti soltanto di un incidente di percorso.




