Il Milan torna a vincere dopo due sconfitte consecutive e si avvicina al traguardo, un sofferto 1-0 contro il Verona firmato dal solito Rabiot, blindato da Maignan e Gabbia.
Milan, è partito il countdown per la Champions League
I numeri, che non si discutono mai, prima di tutto: vittoria per 1-0, 66 punti in classifica, meno 7 alla riconquista della Champions League. Ritorno al successo in coincidenza del ritorno in campo del sempre troppo sottovalutato Matteo Gabbia, esaltatosi nel finale con un salvataggio di baresiana memoria. Una vittoria preziosa e sporca, come era lecito attendersi dopo la doppia caduta con Napoli e Udinese.
Continuano a latitare gli attaccanti, anche se Leao ha dato un impulso di vita con l’assist per il gol-partita di Rabiot, il vero valore aggiunto del Milan 2025/2026, ringraziando sempre la rissa con Rowe al Marsiglia. Bene anche Maignan, che quando c’è Gabbia in campo sembra avere i superpoteri.
Verona era una tappa insidiosa verso il traguardo della Champions League, con i padroni di casa che non avevano nulla da perdere e con la truppa di Allegri provata da una settimana di chiacchiere velenose. Saggio il ritorno al 3-5-2, la coperta ideale per coprire le magagne di questa squadra e sulle quali c’è tanto da lavorare. Male, ancora una volta, Pulisic, ormai l’americano è un caso. Nessun gol nel 2026 e una crescente sensazione di disagio, evidentemente nelle stagioni passate giocare lontano da Leao era il motivo delle sue ottime prestazioni. Forse c’è anche il pensiero del Mondiale casalingo che si avvicina, ma il suo posto nel Milan del futuro non è così sicuro.
La Champions League si avvicina, ma occhio al calendario
7 punti da conquistare a 5 giornate dalla fine non sembra essere complicata come una delle fatiche di Ercole, però considerando che è un Milan in riserva di energie psico-fisiche e che ci sono Juventus-Sassuolo-Atalanta-Genoa-Cagliari da affrontare con tutte le pinze del caso.
Dietro non si corre, per fortuna: la Roma ha finito la benzina da tempo, il Como ha avvertito il peso di lottare per qualcosa di grande. Davanti il Napoli ha fatto un punto tra Parma e Lazio, senza l’alibi delle assenze. L‘Inter vincerà per mancanza di avversari, ma non è una diminutio per i nerazzurri: chi vince ha sempre ragione.
p.s. capiamo molto bene quelli che vorrebbero Allegri c.t., perché quando conta davvero vincere le partite, lui le vince. Il come, quando si vince, è secondario. Sempre.




