La Serie A si appresta a vivere le ultime quattro giornate in un clima scoppiettante, sia dentro che fuori dal campo. I temi caldi sono tanti e non possiamo non partire dall’inchiesta di Milano che promette di rivoltare il calcio italiano più di quanto non sia già stato fatto nelle ultime settimane. Ricordiamo, infatti, che per la terza volta di fila l’Italia non andrà ai Mondiali, che oggi la Figc ha un presidente dimissionario che si occupa solo dell’ordinario, è senza il presidente dell’AIA (decaduto in seguito alla conferma dell’inibizione di 13 mesi) e prima del designatore autosospesosi dopo l’avviso di garanzia ricevuto dalla Procura di Milano. Per il resto, va tutto bene.
È un calcio italiano malato
Anzi no, perché le semifinali di Champions League ci hanno ricordato quanto sia distante in questo momento il nostro calcio, prevalentemente dal punto di vista della qualità tecnica (non è una questione di “corsa”), da quello Europeo. I campioni ormai nella Serie A latitano, quelli giovani e forti vanno a prendere tanti soldi all’estero e da noi sbarcano solo quelli che sono a fine carriera. “È un calcio malato!”, si diceva a Mai dire Gol qualche decennio fa durante gli interventi del mitico Carcarlo Pravettoni, e sembra che nessuno sia davvero intenzionato a curarlo.
Oggi è onestamente molto difficile dire come andrà a finire l’inchiesta di Milano: la Procura specifica che non ci sono club coinvolti e che tutto ruota all’interno del mondo arbitrale. In attesa di interrogatori ed eventuali nuove indagini, i tempi saranno lunghi e considerato che è ancora tutto molto fumoso, è davvero difficile pensare a una frode, così come presente nei capi d’accusa. Quanto alla giustizia sportiva, che di solito deve essere più veloce, anche a costo di essere meno giusta, è praticamente impossibile che riesca a fare qualcosa entro la fine di questo campionato. Se ci saranno delle conseguenze, dunque, vi assisteremo solo nella prossima stagione sportiva.
Il campionato dei veleni
Intanto, questa è da concludere tra incognite e veleni per i tanti episodi arbitrali, spesso inspiegabili con la tecnologia, e che di volta in volta fanno gridare “al lupo al lupo” a un club diverso. Tanti i verdetti ancora da emettere, in primis quelli sulle squadre che andranno in Serie B, anche se Pisa e Hellas Verona sono già con un piede nella cadetteria. L’Inter ha ormai lo scudetto in mano e lo può festeggiare già nel weekend, mentre Napoli e Milan sono ormai quasi certe di giocare la prossima Champions League.
Non lo è ancora la Juventus, che dovrà fare 8 punti almeno nelle prossime 4 gare per tenersi alle spalle Como e Roma, con l’Atalanta che spera almeno nella Conference, ma con un solo punto nelle ultime 3 gare non ha un viatico di certo invidiabile. Nemmeno per Raffaele Palladino, che potrebbe essere uno di quei tecnici rientranti nel valzer estivo delle panchine con vista Napoli.




