Il Milan perde ancora, con l’Atalanta, vede superatosi in classifica dalla Juventus, agganciato dalla Roma al quarto posto e avvicinato dal Como. San Siro contesta Furlani e la società, Allegri sotto processo, dai sogni scudetto all’incubo di rimanere fuori dalla Champions League per il secondo anno di fila.
Milan, un mese horror
Alzi la mano chi dopo la vittoria nel derby di ritorno avrebbe immaginato un Milan con la Champions League in bilico, con la società nuovamente contestata e una squadra completamente smarrita a 2 giornate dalla fine del campionato di Serie A. L’Atalanta passeggia per quasi tutto il match, poi un sussulto d’orgoglio porta al quasi pareggio, che poco avrebbe cambiato per i rossoneri. Un 3-2 in favore della Dea di Palladino, che non spiega fino in fondo il divario visto tra le due squadre.
La domenica del Diavolo era cominciata con la notizia della contestazione, legittima, a Giorgio Furlani, amministratore delegato di una società che non si capisce cosa voglia fare dell’Ac Milan 1899. Poi si sono susseguite le vittorie di Como e Roma, ad appesantire ancora di più una situazione già complicata.
L’Atalanta domina, segna due volte nel primo tempo, San Siro fischia sonoramente. Allegri le prova tutte, la Dea segna ancora e la Curva Sud si svuota, per il terzo anno di fila. Il terzo anno di fila. ll terzo anno di fila. Nel finale segnano Pavlovic, uno dei pochi a salvarsi, e Nkunku, subentrato ad un Leao: svogliato, diffidato, ammonito e fischiato. Il suo rinnovo faraonico di contratto è merito di Furlani. Non serve aggiungere molto altro.
Lo sgangherato Milan dell’ultimo mese ha ancora il destino nelle proprie mani, vincendo contro Genoa e Cagliari sarà Champions League. Al Ferraris mancheranno Leao, Salaemakers ed Estupinan, questa forse non è una cattiva notizia. La squadra rossonera, dopo aver tenuto botta fino a marzo, è implosa, orfana anche del faro Modric. Ma nel buio milanista di domenica sera ne servirebbero molti altri di fari.
Redbird, fallimento totale
Terza stagione della gestione Cardinale/Furlani e terza contestazione plateale a San Siro. Una gestione che ha mandato via Maldini e Massara, senza una motivazione ufficiale. Una gestione che privilegia i turisti al tifoso vero, con prezzi esorbitanti. Una gestione che non sa e, cosa peggiore, non vuole vincere: una Supercoppa Italiana in 3 anni, questo il bilancio.
Scelte fatte e poi sconfessate, prima si rinuncia al direttore sportivo, poi si torna sui propri passi. In tutto questo qual è il ruolo di Ibrahimovic? L’anno scorso si atteggiava a boss, ora appare solo sui social. A gennaio si doveva aiutare Allegri, invece si optato per l’immobilismo e questi sono i risultati. E’ un miracolo essere ancora in corsa per la Champions League avendo vinto una delle ultime 6 partite, tra l’altro contro la penultima in classifica.
Sicuramente anche il tecnico livornese ha le sue colpe: perché insistere su Leao e sul 3-5-2? Possibile che una squadra senza coppe sia cosi giù atleticamente? Schierare Loftus e Gimenez titolari, senza fiato, contro quella che in questa stagione è stata la miglior squadra italiana in Champions League. Il pesce puzza dalla testa e sono 3 anni che il tanfo ammorba Milanello. Qualcuno faccia qualcosa, in fretta. Per favore.
p.s. il Milan di Redbird? Non è mai esistito. Paolo alè, Paolo Maldini.




