Il Parma vince il premio Fondazione Roma- Il Valore del Gioco
In un calcio italiano sempre più spesso raccontato attraverso polemiche arbitrali, squalifiche, cori razzisti, proteste e tensioni sugli spalti, oggi esiste anche un premio che prova a valorizzare l’opposto: correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva.
A vincere la prima edizione del premio “Fondazione Roma – Il Valore del Gioco” è stato il Parma, individuato come il club più virtuoso della Serie A 2025/26 dentro e fuori dal campo. Un riconoscimento nato dalla collaborazione tra Fondazione Roma e Lega Serie A che prova a introdurre nel calcio italiano un concetto tanto semplice quanto innovativo: rendere misurabile anche la qualità etica di una società.
Cos’è il premio “Fondazione Roma – Il Valore del Gioco”
Il riconoscimento è stato istituito da Fondazione Roma e Lega Serie A con l’obiettivo di premiare il club che nel corso della stagione si distingue per fair play, rispetto degli avversari, correttezza nei confronti della classe arbitrale e comportamenti virtuosi dentro e fuori dal terreno di gioco.
L’idea è nata dalla volontà di riportare al centro alcuni valori storicamente legati allo sport ma spesso, soprattutto negli ultimi anni, rimasti sullo sfondo nel calcio contemporaneo: lealtà, rispetto delle regole ed equilibrio competitivo.
Come sottolineato dal presidente della Fondazione Roma Franco Parasassi, il calcio “è più che una disciplina sportiva” ed è “un linguaggio universale che unisce comunità e generazioni”. Da qui la scelta di creare un premio che non fosse soltanto celebrativo, ma che provasse a valorizzare concretamente l’anima più autentica dello sport.
Come funziona il sistema di valutazione del premio
L’aspetto più interessante del premio riguarda proprio il suo sistema di valutazione. Il Valore del Gioco si basa infatti su criteri oggettivi fondati sui provvedimenti disciplinari adottati dagli Organi di Giustizia Sportiva nel corso delle gare di Serie A disputate tra il 28 novembre 2025 e il 4 maggio 2026.
Sanzioni, comportamenti antisportivi, rispetto della classe arbitrale e condotta complessiva di squadra e tifoseria contribuiscono alla classifica finale. Il Parma ha chiuso al primo posto con 12,30 punti davanti a Torino con 14,30, Juventus, 15,90, Cagliari 16,25 e Udinese che ha chiuso con 16,70 punti.
In un’epoca in cui il calcio misura tutto, il premio prova a regolamentare anche il comportamento. Non soltanto la prestazione tecnica, ma il modo in cui una squadra sceglie di stare dentro il gioco.
Ed è probabilmente questo il vero elemento innovativo dell’iniziativa.
Il club emiliano si è distinto per continuità comportamentale, basso livello di conflittualità e attenzione alle iniziative sociali sul territorio.
Secondo l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo, il riconoscimento “rappresenta molto più di un risultato sportivo” e rende il Parma del presidente Krause “un modello virtuoso per tutto il movimento”.
Il premio, però, non si limita e non vuole soltanto premiare la squadra meno sanzionata, ma ambisce a valorizzare una cultura sportiva più ampia, che coinvolga società, dirigenti, staff tecnico, calciatori e tifoseria.
Ed è qui che il Parma diventa il primo caso simbolico di questo nuovo modello.
Il calcio italiano tra crisi culturale e fair play
Il valore del premio assume un significato ancora più forte in una fase storica in cui il calcio italiano vive una crisi non soltanto tecnica o economica, ma anche culturale.
Proteste continue, esasperazione del risultato, delegittimazione arbitrale, conflittualità permanente e tensioni dentro e fuori dagli stadi hanno progressivamente normalizzato un clima distante dall’idea originaria di sport.
E proprio in un simile scenario, l’introduzione di un riconoscimento dedicato al fair play rappresenta il tentativo di riportare al centro un’altra idea di competizione: vincere, ma anche saper stare dentro il gioco.
Il riconoscimento prevede, tra l’altro, una donazione da 100 mila euro messa a disposizione da Fondazione Roma e destinata a un ente no-profit scelto dalla società vincitrice. E il Parma ha indicato l’Associazione Cento Per Uno, realtà che coordina i progetti “Emporio Solidale” e “Parma non Spreca”, impegnati nel recupero e nella redistribuzione delle eccedenze alimentari a favore di oltre 15 mila persone in difficoltà.
Il club collabora con l’associazione da oltre sei anni, sostenendo direttamente il market solidale e coinvolgendo anche la tifoseria in iniziative di supporto sul territorio.
L’altra faccia della “medaglia”
Ed è forse proprio qui che il premio trova il suo significato più profondo: non soltanto promuovere correttezza sportiva, ma riconoscere il ruolo sociale che il calcio può ancora avere all’interno delle comunità.
Perché in un sistema che premia quasi esclusivamente il risultato, “Il Valore del Gioco” prova a introdurre un parametro diverso: non soltanto vincere, ma il modo in cui si sceglie di farlo.
E forse il fatto stesso che oggi esista un premio del genere racconta quanto il calcio italiano senta il bisogno di recuperare credibilità, responsabilità e senso del limite.




