Dopo la tre giorni bulgara, inaugurata dalla vittoria di Paul Magnier nella prima tappa del Giro d’Italia 2026, la Corsa Rosa è ripartita dall’Italia. La quarta frazione, la prima sul suolo nazionale, si è conclusa con la vittoria di Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG), che si è imposto allo sprint davanti a Orluis Aular e Giulio Ciccone. L’abruzzese della Lidl-Trek è diventato la nuova maglia rosa.
Giro d’Italia 2026: Narvaez vince a Cosenza, Ciccone maglia rosa
Primo giorno di gara dopo il riposo e il Giro d’Italia 2026 ha regalato subito grande spettacolo sulle strade calabresi.
La Movistar ha fatto la corsa sulla salita di Cozzo Tunno, imponendo un’andatura elevata e facendo esplodere la corsa. A farne le spese i velocisti, ma anche l’ormai ex leader della classifica generale Thomas Silva. Dopo il GPM davanti sono rimasti soltanto 42 corridori a giocarsi il successo di tappa.
A gestire al meglio il finale è stata la UAE Emirates: prima Jan Christen ha provato ad anticipare il gruppo con un attacco da finisseur a meno di due chilometri dall’arrivo, poi Jhonatan Narvaez ha trovato il guizzo decisivo sull’arrivo in leggera salita battendo Aular e Ciccone.
Per l’ecuadoriano si tratta del terzo successo in carriera al Giro d’Italia, il primo dopo il rientro alle corse in seguito alla caduta al Tour Down Under. Terzo posto pesante invece per Ciccone che, grazie agli abbuoni conquistati al Red Bull Km e sul traguardo, ha conquistato la maglia rosa per la prima volta in carriera.
In classifica generale l’abruzzese della Lidl-Trek guida ora con 4 secondi di vantaggio su Jan Christen, Florian Stork ed Egan Bernal.
Le parole di Ciccone dopo l’arrivo rendono perfettamente l’idea di cosa significhi questo momento per il corridore abruzzese: “Oggi è uno di quei giorni dove è difficile trovare le parole. Ho iniziato da bambino con questa maglia nel cuore, il mio sogno da ciclista era indossarla anche solo per un giorno. Penso di averla inseguita col cuore e con la testa dal mio primo Giro nel 2016, a distanza di dieci anni, quando meno me lo aspettavo, è arrivata all’improvviso. È uno di quei momenti che ripaga dei sacrifici fatti da me e da tutti quelli che mi stanno attorno.”
Ciccone ha poi parlato anche del ciclismo moderno e di come si è evoluta la sua carriera: “Negli ultimi anni il ciclismo è cambiato, è diventato più impegnativo e richiede mille sacrifici anche giù dalla bici. I nostri momenti liberi vengono meno: questa maglia è per chi soffre e si sacrifica come me.” Infine, uno sguardo al futuro: “Mi sento bene e ho un ottimo team: faremo di tutto per tenerla.“




