La Serie A si ritrova nuovamente nel caos, stavolta per la programmazione della 37ª giornata di campionato, la penultima della stagione 2025-2026 e, in particolare, per il derby della Capitale tra Roma e Lazio (che però riguarda per estensione altre 8 squadre che dovranno giocare in contemporanea). Una vicenda che, nel giro di poche ore, ha trasformato una semplice scelta di calendario in uno scontro istituzionale tra la Lega Serie A e la Prefettura di Roma (e anche la Questura), con tanto di ricorso al TAR e un intero turno ancora congelato.
Da Roma-Lazio al caos totale
Tutto nasce dalla decisione iniziale della Lega di fissare la stracittadina Roma-Lazio domenica 17 maggio alle 12:30, in contemporanea con le altre sfide decisive per la corsa Champions (nello specifico le gare di Milan, Juventus, Napoli e Como). Una scelta motivata dalla necessità di garantire la regolarità del campionato nelle ultime giornate, dove la contemporaneità delle gare rappresenta un principio fondamentale per evitare vantaggi o condizionamenti tra squadre impegnate per gli stessi obiettivi.
La situazione, però, si è complicata con l’intervento della Prefettura di Roma, che ha disposto lo slittamento del derby a lunedì 18 maggio alle 20:45. Alla base della decisione ci sarebbero motivi di ordine pubblico e gestione della mobilità urbana, considerando la concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia di tennis al Foro Italico, evento che richiamerà nella stessa area della città decine di migliaia di persone.
La Lega Serie A contro Prefettura e Questura
Una scelta che la Lega Serie A non ha assolutamente digerito. L’amministratore delegato Luigi De Siervo aveva già lasciato intendere il malcontento parlando di una “nota formale” per garantire comunque la contemporaneità delle gare. Poco dopo è arrivato anche il durissimo comunicato ufficiale della Lega, nel quale si sottolinea come il provvedimento del Prefetto sia “in aperta e non comprensibile contraddizione” rispetto alla linea adottata a inizio stagione, quando era stato deciso di evitare il derby in orario serale.
Nel comunicato, la Lega ribadisce il proprio ruolo di garante della regolarità del campionato, evidenziando come il rinvio del derby non riguardi soltanto Roma e Lazio, ma finisca inevitabilmente per coinvolgere anche altre quattro partite decisive per l’Europa: Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan, Como-Parma e Pisa-Napoli. Uno spostamento che, secondo la Lega, andrebbe a penalizzare circa 300 mila tifosi tra trasferte, organizzazione logistica e costi già sostenuti.
Si attende la decisione del TAR
Da qui la decisione di fare ricorso al TAR del Lazio per tentare di ripristinare il programma originario. Uno scontro istituzionale senza precedenti recenti, che lascia nel limbo l’intera 37ª giornata di Serie A. Finché il tribunale amministrativo non si pronuncerà, infatti, il calendario resta sospeso e tifosi, club, televisioni e addetti ai lavori non possono programmare con certezza il prossimo weekend.
L’impressione è che ancora una volta il calcio italiano si sia fatto trovare impreparato davanti a un problema prevedibile da un annetto: la contemporaneità tra il derby romano e la finale del più importante torneo tennistico italiano. Una situazione che rischia di trasformarsi nell’ennesima pagina di confusione organizzativa della Serie A, proprio nel momento più delicato della stagione e in contesto storico tutt’altro che favorevole per l’industria.




