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Home Calcio Sostiene Nicolino

Juventus: dalle illusioni del gioco all’anno “meno uno”

Il cambio di guida tecnica ha modificato la proposta di gioco ma non i risultati, ora a Torino si contano i danni

Mirko Nicolino da Mirko Nicolino
17 Maggio 2026
in Sostiene Nicolino, Calcio
juventus fiorentina
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Indice dei contenuti nascondi
1. Juventus molle contro la Fiorentina
2. Cosa ha portato il cambio di allenatore?
3. Contare i danni economici e sportivi

La stagione della Juventus si è (quasi) chiusa nel peggiore dei modi: una sconfitta casalinga per 2-0 contro una Fiorentina già salva, che certifica il fallimento totale di un’annata da dimenticare. Mancano ancora 90 minuti, nei quali servirebbe un miracolo, ma è inutile e persino stucchevole aggrapparsi oggi ai singoli episodi arbitrali, ai contatti dubbi o ai gol annullati. Liquidare una disfatta di queste proporzioni con il solito “piagnisteo” significa non voler guardare in faccia la realtà. E la realtà dice che contro i viola la Juventus è entrata in campo svuotata, impaurita e incapace di opporre la minima resistenza fisica e mentale. Un approccio molle, inaccettabile per un club di questo blasone.

Juventus molle contro la Fiorentina

L’atteggiamento visto all’Allianz Stadium sin dai primi minuti è lo specchio fedele di un intero campionato. Errori tecnici grossolani da parte di giocatori cardine come Koopmeiners e Cambiaso sono l’emblema di una squadra che ha smarrito le proprie certezze fondamentali. La narrazione filosofica del “bel gioco che risolve ogni problema” si è scontrata brutalmente con i fatti. I numeri non mentono: la Juventus di questa stagione si è riscoperta una compagine incapace di difendere e in attacco troppo sprecona, fragile a tal punto da subire gol quasi sistematicamente al primo tiro in porta degli avversari (è successo ben 16 volte). I troppi punti buttati contro le cosiddette “piccole” — i pareggi interni con Lecce, Verona e Sassuolo, la sconfitta di Cagliari — dimostrano che senza solidità, posizionamento e cattiveria agonistica, l’estetica del calcio liquido non produce risultati.

Cosa ha portato il cambio di allenatore?

In questo scenario desolante, anche l’avvicendamento in panchina si è rivelato un doloroso buco nell’acqua. Igor Tudor era stato sollevato dall’incarico con la squadra al settimo posto per fare spazio a Luciano Spalletti, ingaggiato con l’obiettivo di invertire la rotta e ridare un’identità al gruppo. Il verdetto del campo è impietoso: sesto posto e una media punti praticamente identica a quella del suo predecessore. Anche Spalletti, nonostante la sua enorme esperienza, esce fortemente ridimensionato da questa gestione, travolto da un gruppo che non sa tenere le pressioni e logoro, privo di energia e martoriato anche dagli infortuni muscolari. Le responsabilità sono collettive: dai calciatori alla dirigenza — con i fallimenti evidenti dei comparti gestionali —, nessuno può considerarsi esente da colpe.

Contare i danni economici e sportivi

Il vero dramma, tuttavia, si consumerà fuori dal rettangolo verde. L’esclusione dalla prossima Champions League apre una voragine finanziaria per la Juventus stimata attorno ai 100 milioni di euro. Non si tratta solo dei mancati premi UEFA, ma di un effetto domino devastante sulle sponsorizzazioni strategiche. Il contratto con Adidas subirà un taglio drastico, ma anche i ricavi commerciali da Jeep e dai partner minori subiranno una netta flessione.

Con un bilancio così compromesso e un appeal internazionale ridotto ai minimi termini, il prossimo mercato non sarà fatto di grandi investimenti, ma di sacrifici e acquisti tutti da verificare. Per la Juventus il futuro prossimo non rappresenta un “anno zero” da cui ricostruire con entusiasmo, ma un preoccupante “anno meno uno”. Tutto il progetto sportivo va ridiscusso, perché continuando a inseguire le illusioni si rischia solo di sprofondare ancora di più.

Mirko Nicolino

Mirko Nicolino

Giornalista e Allenatore tra scrivania e campo

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