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Home Calcio Il codice del calcio

Mondiali 2026: il nuovo regolamento cambia il ritmo del gioco

Tutte le nuove regole peri Mondiali 2026

Valentina Ciccarelli da Valentina Ciccarelli
1 Giugno 2026
in Il codice del calcio, News
Mondiali 2026
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Indice dei contenuti nascondi
1. Mondiali 2026, non solo 48 squadre: tutte le nuove regole
2. Più gioco, meno tempo perso. Dalle rimesse laterali ai rinvii dal fondo: il cronometro entra in campo
3. Mondiali 2026: anche i portieri sotto osservazione
4. Addio “uscite lente” durante le sostituzioni
5. Stop ai “crampi” all’88’
6. Un VAR con più poteri
7. Stretta su proteste e comportamenti antisportivi
8. Il caso della bocca coperta
9. Rivoluzione o il calcio che verrà?

Mondiali 2026, non solo 48 squadre: tutte le nuove regole

I Mondiali 2026, che scatteranno l’11 giugno tra Stati Uniti, Messico e Canada rappresentano già di per sé un’edizione storica: per la prima volta, infatti, vi parteciperanno 48 nazionali. Un cambiamento epocale che modifica struttura, calendario e dimensioni del torneo più importante del calcio mondiale.

Ma il nuovo format non sarà l’unica novità. La Coppa del Mondo rappresenterà infatti la prima grande vetrina internazionale di una serie di modifiche regolamentari approvate dall’IFAB, l’organismo che custodisce e aggiorna le Regole del Gioco. A illustrarle, nel corso di una conferenza stampa internazionale, è stato Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitrale FIFA.

Dalle rimesse laterali alle sostituzioni, passando per il VAR, la gestione degli infortuni e le proteste nei confronti degli arbitri, il filo conduttore è uno solo: aumentare il tempo effettivo di gioco e limitare quei comportamenti che negli anni hanno rallentato il ritmo delle partite.

Non si tratta di una rivoluzione del calcio, ma di una revisione profonda di alcuni aspetti che incidono direttamente sullo svolgimento delle gare.

Più gioco, meno tempo perso. Dalle rimesse laterali ai rinvii dal fondo: il cronometro entra in campo

Le perdite di tempo rappresentano da anni uno dei temi più discussi del calcio moderno. Rimesse laterali battute con eccessiva calma, rinvii ritardati e continue interruzioni hanno spesso ridotto il tempo effettivo di gioco ben al di sotto dei 90 minuti regolamentari. Per questo motivo, durante il Mondiale verrà applicata una nuova procedura. Dopo un richiamo dell’arbitro, la squadra incaricata della ripresa del gioco avrà cinque secondi per effettuare una rimessa laterale o un rinvio dal fondo. Il direttore di gara potrà accompagnare il conteggio con un countdown visibile.

E in caso di ritardo, le conseguenze saranno immediate. Se una squadra ritarderà una rimessa laterale il possesso verrà assegnato agli avversari. Se invece il ritardo riguarderà un rinvio dal fondo, sarà concesso un calcio d’angolo alla squadra avversaria.

Mondiali 2026: anche i portieri sotto osservazione

La nuova filosofia si collega direttamente alla regola degli otto secondi introdotta per i portieri che trattengono il pallone con le mani. Anche in questo caso il principio è semplice: il pallone deve tornare in gioco il più rapidamente possibile. FIFA e IFAB ritengono infatti che una parte significativa delle interruzioni possa essere ridotta senza modificare la natura del gioco.

Addio “uscite lente” durante le sostituzioni

A chi non è capitato di osservare un atteggiamento tra i più frequenti soprattutto nelle fasi finali di una partita come quella del giocatore sostituito che attraversa lentamente, troppo lentamente, il campo mentre il cronometro continua a scorrere. E allora si cambia registro anche in questo: da questo Mondiale la tolleranza sarà ridotta al minimo.

Dopo la segnalazione del quarto ufficiale, il calciatore sostituito avrà dieci secondi per lasciare il terreno di gioco passando dal punto più vicino alla linea laterale o di fondo.

In caso di ritardo, il sostituto non potrà entrare immediatamente. Dovrà attendere il primo minuto successivo di gioco effettivo e la sua squadra rimarrà temporaneamente in inferiorità numerica. E questa è probabilmente una delle novità più incisive dell’intero pacchetto normativo, perché trasforma una perdita di tempo in uno svantaggio tattico immediato.

Stop ai “crampi” all’88’

Anche la gestione degli infortuni cambia. Se un giocatore riceverà assistenza medica sul terreno di gioco, dovrà rimanere fuori dal campo per almeno un minuto dopo la ripresa della partita. Il motivo? Scoraggiare gli stop tattici che spesso caratterizzano i minuti finali degli incontri più equilibrati.

Ovviamente sono previste alcune eccezioni: la regola non si applica ai portieri, ai casi di commozione cerebrale, agli scontri tra compagni di squadra, agli infortuni provocati da falli sanzionati con cartellino giallo o rosso e ad altre situazioni specifiche previste dal regolamento.

I portieri non saranno soggetti a questa limitazione e la scelta di escluderli è dettata dall’impossibilità pratica di lasciare una squadra senza estremo difensore. Tutto ciò però potrebbe continuare ad alimentare discussioni sul tema delle perdite di tempo. Staremo a vedere. Non ci resta altro dato che l’Italia non giocherà i Mondiali.

Un VAR con più poteri

Otto anni dopo la sua introduzione ai massimi livelli, il VAR continua a evolversi. Come spiegato da Collina, l’obiettivo è aggiornare il protocollo sulla base dell’esperienza accumulata in questi anni, ampliando il raggio d’azione della tecnologia senza compromettere la fluidità del gioco.

Tra le principali novità c’è la possibilità di correggere seconde ammonizioni palesemente errate, evitando così espulsioni generate da errori evidenti.

Il VAR potrà inoltre intervenire in caso di errori di identificazione dei giocatori sanzionati e, in determinate circostanze, anche sui calci d’angolo assegnati erroneamente. L’idea è semplice: impedire che una decisione sbagliata possa incidere direttamente sulla nascita di un gol, di un rigore o di un provvedimento disciplinare decisivo.

Si va inoltre verso un utilizzo più esteso dei cosiddetti “silent check”, controlli rapidi effettuati senza interrompere il gioco mentre le squadre si preparano alla ripresa dell’azione.

Stretta su proteste e comportamenti antisportivi

Le novità, chiaramente, non riguardano soltanto il tempo effettivo di gioco. IFAB e FIFA hanno infatti deciso di irrigidire anche alcuni aspetti disciplinari. Gli arbitri potranno espellere i calciatori che abbandoneranno il terreno di gioco per protestare contro una decisione arbitrale e sanzionare i componenti dello staff che dovessero incoraggiare comportamenti simili. Nei casi più gravi, una squadra ritenuta responsabile della sospensione definitiva di una partita potrà andare incontro anche alla sconfitta a tavolino.

Il caso della bocca coperta

Tra le norme che potrebbero essere maggiormente discusse, c’è quella relativa ai confronti accesi tra giocatori con la bocca deliberatamente coperta. La misura nasce dalla volontà di contrastare eventuali insulti o espressioni discriminatorie che risultino difficili da accertare attraverso immagini e lettura del labiale.

L’obiettivo dichiarato è aumentare la trasparenza delle comunicazioni in campo e fornire agli ufficiali di gara strumenti più efficaci per intervenire nei casi più gravi.

Rivoluzione o il calcio che verrà?

Osservate singolarmente, molte di queste modifiche possono sembrare dettagli marginali. Letto nel suo insieme, però, il nuovo pacchetto normativo racconta una direzione precisa.

IFAB e FIFA stanno cercando di ridurre gli spazi di discrezionalità che negli anni hanno favorito perdite di tempo, interruzioni strategiche e proteste sempre più frequenti. No. Non si tratta di rivoluzione. Il calcio non cambia nelle sue regole fondamentali, cambia nel modo in cui vengono gestiti quei momenti che spesso ne rallentano il ritmo.

Il Mondiale 2026 sarà quindi un doppio esperimento. Da una parte il debutto della competizione a 48 squadre, una trasformazione destinata a cambiare il volto del torneo. Dall’altra l’applicazione di una serie di norme che puntano a rendere il gioco più fluido, più rapido e più controllabile dal punto di vista arbitrale.

Sarà il campo a dire se la strada indicata da IFAB e FIFA è quella giusta. Ma una cosa è certa: questa edizione potrebbe lasciare in eredità un nuovo modo di intendere il calcio.

E l’Italia, purtroppo, starà solo a guardare.

 

Valentina Ciccarelli

Valentina Ciccarelli

Formata nel diritto, cresciuta nella scrittura. Da avvocato ho imparato a pesare le parole. Da giornalista, a cercare i fatti. Scrivere di sport è un esercizio quotidiano di equilibrio tra passioni e rigore, tra emozione e verità.

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