Giovanni Malagò. È lui il nuovo presidente della FIGC, eletto raccogliendo il testimone da Gabriele Gravina, che ha lasciato l’incarico dopo la “disfatta” della Nazionale nel percorso di qualificazione ai Mondiali. La nomina è arrivata al termine dell’assemblea federale di questa mattina, alla quale hanno preso parte 245 delegati sui 274 aventi diritto, per un totale di 460.038 voti espressi su 516 disponibili.
Le operazioni di voto si sono svolte presso il Rome Cavalieri Hotel di Roma. All’esterno della struttura era presente anche un gruppo di sostenitori che ha manifestato chiedendo un “calcio più equo e vicino ai tifosi”.
Già nelle ore precedenti all’assemblea, le indicazioni provenienti dalle diverse componenti federali lasciavano intendere che Malagò potesse contare su una maggioranza superiore al 57%, percentuale sufficiente per essere eletto già al primo scrutinio. Le urne hanno confermato le previsioni della vigilia.
Con la sua elezione, Malagò diventa il 48° presidente nella storia della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
Chi è Giovanni Malagò
Nato a Roma il 13 marzo 1959, arriva alla guida del calcio italiano dopo aver ricoperto il ruolo di presidente della Fondazione Milano-Cortina, incaricata dell’organizzazione dei Giochi Olimpici Invernali. In precedenza è stato presidente del CONI dal 2013 al 2025 e, dal 2019, fa parte del Comitato Olimpico Internazionale come membro individuale.
La sua esperienza nel mondo dello sport affonda le radici sia nell’attività agonistica sia in quella dirigenziale. Figlio di un ex vicepresidente della Roma e pronipote dell’ex ministro Pietro Campilli, ha conquistato tre titoli italiani nel calcio a 5 con la Roma RCB ed è stato convocato nel 1982 per il primo Mondiale della disciplina disputato in Brasile.
La candidatura di Malagò ha trovato fin dall’inizio un forte sostegno nella Lega Serie A, che lo ha indicato quasi all’unanimità, con la sola opposizione di Claudio Lotito. Successivamente sono arrivati anche gli appoggi della Lega Serie B, dell’Associazione Italiana Allenatori e dell’Associazione Italiana Calciatori. Diversa la posizione della Lega Nazionale Dilettanti, che aveva invece scelto di sostenere il proprio presidente, Giancarlo Abete.
Tra i primi dossier che attendono il nuovo numero uno della FIGC ci sono le nomine delle principali figure tecniche della Federazione. In agenda figurano innanzitutto la scelta del direttore tecnico e, successivamente, quella del commissario tecnico della Nazionale.
Nel programma presentato durante la campagna elettorale, articolato in 23 pagine, Malagò ha individuato alcune linee guida considerate prioritarie: rafforzare la collaborazione tra le diverse componenti del sistema calcio, trasformare la FIGC in una struttura sempre più orientata ai servizi, favorire l’ammodernamento degli impianti sportivi, valorizzare il ruolo della Serie B come passaggio fondamentale per la crescita dei giovani talenti e garantire una maggiore sostenibilità economica alla Serie C. Obiettivi che ora dovranno essere tradotti in azioni concrete.




