Arriva la prima sconfitta estiva per la Juventus di Luciano Spalletti, battuta 2-1 dall’Inter in Australia. Un test estivo che, al di là del valore relativo del “calcio d’agosto”, ha offerto indicazioni molto chiare e, per certi versi, fin troppo familiari ai tifosi bianconeri. Il tecnico di Certaldo ha schierato i titolarissimi in difesa, affidandosi a Di Gregorio tra i pali, la linea a quattro composta da Kalulu, Bremer, Kelly e Cambiaso, con Douglas Luiz e Locatelli in mediana e il trio Yildiz, McKennie, Zhegrova a supporto di David.
Juventus: i soliti, insuperabili, errori
La partita, nonostante sia calcio estivo, ha subito evidenziato una continuità preoccupante rispetto agli ultimi anni: l’incredibile mole di errori tecnici gratuiti in fase di impostazione. Quando l’Inter ha costretto la Juventus ad abbassarsi, i bianconeri avrebbero dovuto sfruttare le transizioni positive, ma ogni recupero palla si è trasformato in un regalo agli avversari. Sotto accusa, ancora una volta, la precisione nei passaggi di elementi chiave come Locatelli e Cambiaso, oltre a una disattenzione difensiva che ha permesso a Dimarco di sbloccare il match nel primo tempo con un tiro su cui Di Gregorio non è esente da responsabilità.
David non pervenuto
La ripresa ha cambiato parzialmente il volto alla Juventus grazie ai cambi. L’ingresso degli attesissimi Kolo Muani e Alajbegovic ha dato brio e brillantezza a un attacco che, nella prima frazione, aveva visto un David totalmente impalpabile e confermato come un punto interrogativo pesante sul mercato. I due nuovi innesti hanno cercato di tenere in apprensione la retroguardia nerazzurra, ma la difesa bianconera ha continuato a scricchiolare paurosamente, concedendo il raddoppio all’Inter in una situazione di grave disattenzione corale e con un nuovo intervento a dir poco incauto di Di Gregorio.
Il 2-0 ha tagliato le gambe alla Juventus, mettendo in luce l’ennesimo difetto atavico: la fragilità mentale. Alla prima difficoltà la squadra tende a spegnersi e a uscire dal campo, rischiando di subire passivi ben più rotondi. Nel finale, una buona triangolazione conclusa da Conceição ha accorciato le distanze per il 2-1 definitivo, complice anche l’energia portata da Miretti dalla panchina.
Cosa resta dopo l’amichevole
Dal match in terra australiana emerge però una verità scomoda: l’Inter ha mostrato una superiorità netta nella qualità del palleggio e nella gestione del centrocampo. I limiti strutturali della rosa juventina non si cancellano con l’innesto temporaneo di singoli di talento. Per Spalletti il lavoro da fare è immane e passa necessariamente da interventi profondi sul mercato.
Servono con urgenza assoluta rinforzi mirati: un portiere che dia maggiore sicurezza, un difensore centrale forte e aggressivo da affiancare a Bremer —Kelly continua a non convincermi per marcatura e rapidità — e un centrocampista di qualità in grado di gestire i possessi senza regalarli sistematicamente agli avversari. Senza questo rinnovamento radicale, il rischio è che anche i nuovi acquisti finiscano per smarrirsi nella mediocrità globale.




