Esattamente 3 mesi fa facevo il suo debutto, con gol, nel calcio italiano e tutti erano pronti a giurare che il Milan sarebbe stata la sua dimora a lungo e invece sarà stata un’altra tappa infruttuosa di una carriera in discesa. Il ricordo della rete di Joao Felix alla Roma è sempre più sbiadito, così come il suo talento, che sembra sfiorire di giorno in giorno. 15 presenze e un solo gol, tante prestazioni insufficienti e le inevitabili panchine. L’ultima presenza da titolare del classe 1999 risale al 30 marzo, al Maradona contro il Napoli quando dopo 55 minuti inutili Sergio Conceicao lo ha richiamato in panchina. Eloquente il fatto che a Venezia sia entrato all’88esimo minuto e che il suo destino sia già segnato, da tempo. Joao Felix è arrivato in prestito dal Chelsea, dove giocava soltanto in Conference League, ma anche in rossonero è diventato rapidamente un comprimario.
Esploso meno che 20enne nel Benfica, acquistato a suon di milioni dall’Atletico Madrid, Joao Felix ha vissuto la sua miglior stagione a Barcellona, ma neanche lì hanno fatto follie per trattenerlo. Il Milan sembrava la sua terra promessa: un allenatore che ha il suo stesso procuratore, una squadra dove poter spiccare e il gemello Leao con cui duettare. Invece niente è andato come doveva, basti pensare che nelle ultime 3 partite Joao Felix ha collezionato soltanto 23 minuti. Non c’è spazio per lui nel Milan di Conceicao, ma non ci sarà spazio neanche nel Chelsea 2025/2026, tanto che Jorge Mendes sta già sondando le future destinazioni: Turchi a o Arabia, non proprio il top per uno pagato 120 milioni solo qualche anno fa.
Difficile spiegare come uno dal suo immane e cristallino talento non riesca a trovare il suo habitat naturale, anche perché a quasi 26 anni sarebbe il caso di mettere radici da qualche parte. Il tempo per lui si è fermato a quella fredda sera milanese di febbraio, quando il suo tocco vellutato a battere la Roma sembrava essere l’inizio di una splendida storia d’amore con il diavolo. E invece no, ancora una volta è stato solo un lampo di una carriera avvolta sempre di più nel buio.



