Il turno non si è ancora concluso e per i primissimi posti si devono ancora giocare Udinese-Roma e Bologna-Milan, ma la Juventus chiude il weekend consapevole di aver fatto il suo. E non era scontato dopo la prestazione non proprio esaltante in Champions League in casa del Monaco. Non che vincere nel Principato avrebbe cambiato chissà che, ma l’impressione che è rimasta dopo quella gara è quella di una squadra che al di là dei titolari, non ha grandissime alternative e non può fare rotazioni.
La Juventus ora fa tanti gol
Al Tardini contro il Parma si è visto tutt’altro, ovvero una squadra padrona del campo dall’inizio alla fine e capace anche di allungare sugli avversari senza Yildiz in campo. Il turco, infatti, è stato costretto a fermarsi al termine del primo tempo per un fastidio all’inguine che con ogni probabilità gli farà saltare la gara di Coppa Italia contro l’Atalanta e quella successiva di campionato in programma domenica alle 20:45 contro la Lazio.
Il primo tempo si è concluso sul punteggio di 0-2 in favore della Juventus, con il ritorno di Bremer al gol sugli sviluppi di un corner e poi la girata di McKennie, che in attesa del rinnovo continua a marcare il territorio con la maglia della Signora. L’inizio della ripresa è sulla falsa riga dei primi 45 minuti, ma come nel Monopoli non poteva mancare l’imprevisto: l’autorete di Cambiaso. Un episodio sfortunato, l’ennesimo che ha come protagonista l’ex Genoa e Bologna, ma che stavolta non butta giù la Signora come successo nel recente passato.
Gioco, anima e cuore
La squadra di Luciano Spalletti ha dimostrato di saper reagire anche a situazioni molto negative, tanto è vero che oltre alle reti di Bremer (doppietta per il difensore brasiliano poi sostituito per tirare il fiato) e David, sarebbero potute arrivare altre marcature. Insomma, se oggi con 39 reti fatte la Juve è il secondo attacco del campionato dietro all’Inter (52), non è di certo casuale. E se questo dato viene associato alla quarta difesa della Serie A, la crescita è ancora più evidente.
La via per tornare grandi è angora lunga e tortuosa, ma il percorso intrapreso sembra essere quello giusto. La dirigenza bianconera, dunque, non può fare altro che continuare ad affidarsi a Spalletti e alle sue idee, che devono essere supportate anche dal mercato. Sono già arrivati Holm e Boga, due gregari che fanno sempre comodo dalle parti della Continassa.
Servirebbe anche un attaccante di livello ora, che per Spalletti è più Kolo Muani di Icardi, almeno per giocarsi le proprie chance in chiave 3°-4° posto con qualche arma in più. Poi a giugno, si proverà ad alzare la qualità a centrocampo, perché la sensazione che lascia questo campionato è che basti davvero poco di più alla Juventus per elevarsi a un livello da primo posto.




