La Juventus di Luciano Spalletti si è ripresa finalmente il 4° posto in Serie A. Complici i risultati del Como, che ha perso 5 punti su 6 nelle ultime due giornate, i bianconeri si sono riportati in quota Champions League battendo anche l’Atalanta in trasferta dopo aver superato in casa il Genoa. Sommando le due gare, sono sicuramente i minuti in cui la Vecchia Signora ha giocato meno bene che altro, ma soprattutto in questo momento delicato della stagione, non si può di certo guardare al come i punti arrivano.
Le vittorie sofferte indice di crescita
Anzi, c’è da auspicarsi che da qui a fine stagione la Juventus vinca anche e soprattutto soffrendo. Sono questo tipo di partite, infatti, che temprano il carattere di un gruppo giovane, inesperto e che ha nella propria bacheca pochissimi trofei. In attesa che il mercato estivo poti in dote qualche giocatore più navigato e di caratura internazionale, ora Luciano Spalletti deve puntare tutto sulla forza mentale del gruppo.
Non ci sono schemini da imparare a memoria, bisogna andare in campo e passare la palla a quelli con la stessa maglia. Già, perché troppe volte in stagione, anche in gare apparentemente in totale controllo, i calciatori della Vecchia Signora, come piace dire a Spalletti, hanno cominciato a fare “palla a noi, palla a loro”, in un continuo flipper di errori che hanno portato a perdere tantissimi punti.
C’è poco da imparare ormai dal punto di vista tattico: Spalletti a questa squadra e i meccanismi sembrano abbastanza oliati. Ora non rimane che tenere botta, cercare di ridurre gli errori al minimo con la concentrazione e i nervi. Le altre criticità si potranno solo limare con innesti mirati e di qualità, non solo under 25 a prescindere come fatto praticamente con costanza nelle ultime stagioni. Se la Juventus vuole tornare a primeggiare, non si possono più fare esperimenti.
Juventus lontana dalla stanza dei bottoni
Passando all’extra-campo, secondo le ultime indiscrezioni, la Juventus si è accodata agli altri 17 club di Serie A che appoggiano Giovanni Malagò (67 annni) alla presidenza della FIGC. Il prossimo 22 giugno si terrà l’assemblea federale elettiva, che sarà chiamata a scegliere il successore del dimissionario Gabriele Gravina. Nel frattempo il governo valuterà la possibilità di un commissariamento, ma a prescindere da ciò, stando alla ricostruzione di Calcio & Finanza, il club bianconero sarebbe rimasto anche questa volta fuori dai giochi di palazzo.
Nonostante il populismo continui a vaneggiare su un controllo della stanza dei bottoni da parte della Juventus, in realtà la Vecchia Signora da questo punto di vista non vede palla da tanti anni ormai. Nonostante il consigliere Giorgio Chiellini, infatti, la Juve non avrebbe preso posizione nella diatriba politica per l’elezione del nuovo capo della FIGC e infine si sarebbe semplicemente accodata agli altri 17 club (contrarie solo Lazio ed Hellas Verona) su quello che è ritenuto il candidato più forte. Posto che le qualità di Chiellini non sono in dubbio, ci sono ancora tanti passi in avanti da fare dal punto di vista della politica pallonara per il club di John Elkann, con Damien Comolli che probabilmente dovrà accelerare nel suo studio della lingua italiana per andare a confrontarsi da pari tra i pari.




