In una serata carica di emozioni, non solo sportive, la Juventus di Luciano Spalletti lancia un segnale fortissimo al campionato per il finale di stagione. All’Allianz Stadium, i bianconeri superano il Bologna con un solido 2-0, consolidando il quarto posto (+5 su Como e Roma) e portandosi clamorosamente a soli tre punti dalla coppia composta da Milan e Napoli che occupano pari merito rispettivamente il secondo e il terzo posto. Una situazione di classifica che, solo poche settimane fa, sembrava difficilmente pronosticabile e che oggi vede la Vecchia Signora in piena corsa per il secondo posto, subito alle spalle dell’Inter.
Il commosso addio ad Alex Manninger
Prima che il calcio d’inizio desse il via alle ostilità, il cuore dello Stadium ha battuto per Alex Manninger. L’ex portiere austriaco, tragicamente scomparso nei giorni scorsi in seguito a un incidente, è stato ricordato dalla società con una cerimonia di rara intensità. Dalla maglia numero 13 apparsa nello spogliatoio alla corona di fiori portata in campo da grandi ex campioni bianconeri, ogni dettaglio ha reso omaggio a un “leader silenzioso” che ha lasciato un segno indelebile nell’ambiente juventino. L’applauso scrosciante del pubblico e il coro della curva hanno avvolto la famiglia di Manninger in un abbraccio simbolico, ricordando a tutti che la Juventus è, prima di tutto, una grande famiglia.
David e Thuram: i volti della vittoria
Sul campo, la partita ha avuto un unico copione. La Juventus ha dominato sin dalle prime battute contro un Bologna apparso appannato, probabilmente ancora scosso dalle fatiche di coppa e dal contraccolpo psicologico dell’eliminazione subita dall’Aston Villa.
Il vantaggio arriva nel primo tempo grazie a Jonathan David: l’attaccante canadese della Juventus si fa trovare pronto su un cross perfetto di Kalulu al 2’, insaccando con una splendida girata di testa. Se la prima frazione si fosse conclusa sul 3-0 o 4-0 non ci sarebbe stato nulla da ridire, visti i gol sfiorati da Conceição (uno annullato per fuorigioco e uno sprecato a tu per tu col portiere) e le numerose occasioni create.
Nella ripresa, il raddoppio porta la firma di Khéphren Thuram. Il centrocampista svetta di testa su assist di Weston McKennie, sempre più uomo ovunque di questa squadra. Lo statunitense ha raggiunto numeri impressionanti, partecipando attivamente a 17 gol stagionali (9 reti e 8 assist), confermandosi un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico della Juventus.
Luci e ombre tra i singoli
Oltre ai marcatori, spicca la prova di capitan Manuel Locatelli: una prestazione di grande dedizione e qualità tecnica, macchiata solo da un’ammonizione evitabile e dalla persistente difficoltà della squadra sui calci piazzati, un limite tecnico che la rosa dovrà provare a colmare. Bene anche il comparto difensivo con Kalulu, Bremer e Di Gregorio quasi mai realmente impensieriti.
Note meno liete arrivano purtroppo dall’infermeria e dal mercato. Emil Holm (ex della partita) è dovuto uscire per un fastidio al polpaccio al 45’, alimentando dubbi sulla sua tenuta fisica e sulla permanenza in bianconero. Lois Openda, invece, è entrato solo nei minuti finali dopo una lunga serie di panchine: un segnale chiaro di come l’attaccante sia ormai ai margini del progetto e probabilmente destinato alla cessione.
Obiettivo Champions e futuro Juventus
Questa vittoria non è solo una questione di punti, ma di prospettive. Consolidare il posto Champions League significa garantire introiti vitali dall’UEFA e dagli sponsor, permettendo a Comolli di presentarsi con maggior forza sul mercato estivo. La Juventus corre, vince e convince nelle prestazioni e nella tenuta mentale (finalmente), guardando al finale di stagione con un’ambizione che sembrava smarrita. Un buon viatico per la prossima stagione, ma ancora prima per le trattative che l’ad dice di aver già avviato con calciatori importanti.




