ll Milan torna a vincere, batte il Genoa in trasferta ed ora è a 3 punti dalla Champions League. I rossoneri si impongono con i gol di Nkunku e Athekame, sotto gli occhi di Gerry Cardinale, arrivato da Londra per l’occasione e per ricompattare un ambiente dilaniato dalle polemiche.
Milan, si riaccende la luce sotto la Lanterna
Partiamo dalla fine, da quel sorriso sempre tirato e da quella corsa negli spogliatoi che sa di liberazione. Da capitano di vascello navigato Max Allegri ne ha viste tante, ma la settimana prima di Genoa-Milan è stata tra le più sofferte della sua carriera di allenatore. Il campo, probabilmente, è stata una liberazione e si è rivisto il Milan che ha fatto bene per gran parte della stagione.
Primo tempo guardingo dei rossoneri, con la palla che scotta e che sembra un coniglio tra i piedi malsicuri dei milanisti. Marassi è bollente, non solo perché si gioca alle 12, per l’ultima casa i tifosi genoani allestiscono uno spettacolo di alto livello e spingono i giocatori di De Rossi incessantemente. A inizio secondo tempo la svolta, Nkunku si guadagna un rigore e lo trasforma alla perfezione. Il francese sale a 7 in campionato, non giustificano i 37 milioni spesi in estate, ma la sensazione che l’ex Chelsea può essere ottimo protagonista del futuro.
Il Milan gestisce il vantaggio, Allegri toglie gli impalpabili Fofana e Gimenez, e poi Athekame trova il mancino perfetto per raddoppiare, lo svizzerotto cresce. Finita? Manco per niente, Jashari fa fare gli straordinari a Maignan con un improvvido retropassaggio, Vazquez segna, 10 minuti di recupero e Sozza fischia la fine di una partita probabilmente per il futuro del Milan a 360°.
In panchina si è rivisto anche Luka Modric, reduce da una frattura allo zigomo, a quasi 41 anni, a meno di un mese dall’ultimo mondiale della sua sfavillante carriera, una sola parola per il fuoriclasse croato: commovente.
Continuità Gerry, continuità
Mancano 3 punti per ottenere l’agognata qualificazione alla prossima Champions League, ma per il futuro milanista c’è in ballo molto di più. Gerry Cardinale ha il pallino in mano, deve decidere che cosa fare con la sua dirigenza. Capisca il numero 1 rossonero che la parola magica nel calcio è continuità, basti vedere cosa accade dall’altra parte del Naviglio.
Tare un ottimo direttore sportivo, non da ieri, non sa oggi. Su Allegri non c’è neanche da discutere, peraltro con altri 2 anni di contratto. Su Furlani il discorso si complica, ma le valutazioni economiche le lasciamo ad altri. La rosa va rinforzata, questo è fuori di dubbio, ma va anche valorizzato quello che oggi c’è a Milanello. Non è un caso che i gol a Genoa siano stati segnati da nuovi acquisti, magari c’è da cedere qualche svogliato come chi era assente ieri.
Il Milan è atteso da una settimana di passione, ma durante la stagione la squadra rossonera è sempre stata artefice del proprio destino e lo sarà anche a San Siro contro il Cagliari. Poi la palla passerà a Cardinale. E Ibrahimovic? Quello che ha valutato Lopetegui e preso Fonseca? Forse di lui si può fare a meno, serenamente.
p.s. volete sapere la media punti del Milan senza Leao? 2.44. Non c’è bisogno di aggiungere altro.




