La Juventus riparte ancora una volta da una rivoluzione. A distanza di pochi mesi dall’ennesima riorganizzazione societaria, il club bianconero ha deciso di azzerare nuovamente l’area sportiva, aprendo una nuova fase del proprio progetto tecnico e dirigenziale. La decisione è stata presa in prima persona da John Elkann, che dopo aver confermato tutti solo un paio di settimane fa, è tornato sui suoi passi dando un nuovo imprinting all’attività sportiva della Vecchia Signora.
Il fallimento di Comolli: non solo il mercato
Il primo a lasciare Torino sarà quello l’amministratore delegato Damien Comolli, le cui dimissioni saranno ratificate nelle prossime ore dal Consiglio d’Amministrazione straordinario convocato all’Allianz Stadium. Arrivato con il compito di ridisegnare il modello gestionale della Juventus dopo la gestione di Cristiano Giuntoli e di imprimere una svolta sul piano organizzativo, il dirigente francese paga non solo le sessioni di mercato deludenti, ma in generale tutta la sua gestione dell’area sportiva e non solo.
Insieme a Comolli, a meno di clamorosi retrofront, dovrebbero lasciare il club anche il direttore sportivo Marco Ottolini (arrivato solo sei mesi fa) e il direttore tecnico Francois Modesto. Una decisione che certifica la volontà della proprietà di voltare pagina ancora una volta, nella speranza di trovare finalmente una struttura stabile e competitiva dopo anni caratterizzati da continui cambiamenti ai vertici dell’area sportiva.
La nuova Juventus di Carnevali
Per raccogliere l’eredità di Comolli, la Juventus ha individuato in Giovanni Carnevali il profilo ideale. L’attuale amministratore delegato del Sassuolo è da tempo considerato uno dei dirigenti più apprezzati del calcio italiano grazie ai risultati ottenuti con il club emiliano, capace di consolidarsi in Serie A per tanti anni e di valorizzare numerosi talenti generando importanti plusvalenze. Carnevali porta in dote esperienza, conoscenza del mercato italiano e una rete di rapporti consolidata all’interno del sistema calcistico nazionale.
Sul fronte prettamente sportivo, invece, la figura destinata ad assumere un ruolo centrale sarebbe quella di Matteo Tognozzi. L’ex responsabile scouting bianconero, protagonista negli anni passati di diverse intuizioni di mercato e già molto apprezzato nell’ambiente juventino, tornerebbe a Torino con responsabilità dirette nella costruzione della squadra. Sarebbe lui il principale riferimento per le operazioni di mercato e per la definizione della strategia tecnica futura.
Ma le novità potrebbero non finire qui. Tra i nomi che circolano con insistenza figura anche quello di Giovanni Rossi, dirigente che ha costruito gran parte della propria reputazione proprio al Sassuolo e che successivamente ha maturato un’importante esperienza internazionale all’Olympique Marsiglia. Il suo eventuale arrivo contribuirebbe a ricostruire un gruppo dirigente già abituato a lavorare insieme e caratterizzato da una visione comune nella gestione sportiva.
Quale ruolo per Chiellini?
Resta invece da chiarire la posizione di Giorgio Chiellini. L’ex capitano bianconero è considerato una figura strategica per il presente e soprattutto per il futuro della Juventus, ma sono ancora da definire con precisione deleghe e responsabilità operative all’interno del nuovo assetto societario. La sua presenza rappresenta comunque un elemento di continuità e un punto di riferimento per il legame tra la dirigenza e l’identità storica del club.
La sensazione è che la Juventus stia scegliendo di affidarsi a un gruppo di dirigenti con forte esperienza nel calcio italiano e già abituati a lavorare in sinergia. Una scelta che punta a garantire maggiore stabilità dopo anni di profonde trasformazioni. Ora, però, ai cambiamenti dovranno seguire i risultati: il campo sarà come sempre il giudice unico e definitivo del nuovo corso bianconero.
