Il fascicolo relativo a “Arbitropoli”, l’inchiesta che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano, vive una fase di transizione cruciale. Con l’avvicinarsi della pausa estiva, la Procura di Milano ha definito l’assetto che guiderà le indagini nei prossimi mesi, segnando un momento decisivo per chiarire i contorni di una vicenda complessa che ipotizza il reato di frode sportiva in concorso.
Il cambio alla guida dell’inchiesta
La novità principale riguarda il passaggio di testimone tra il PM Maurizio Ascione e il procuratore Paolo Ielo. Ascione, firmatario dell’avvio dell’inchiesta che vede coinvolti, tra gli altri, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, lascerà l’incarico a metà luglio per trasferirsi alla Procura europea (EPPO). Si tratta di una decisione richiesta direttamente dal magistrato, smentendo le voci che parlavano di manovre per “insabbiare” il procedimento.
A partire da questo momento, Paolo Ielo affiancherà Ascione per un mese, un periodo necessario per approfondire l’immensa mole di materiale accumulato in un anno di indagini, incluse le numerose intercettazioni che compongono il cuore probatorio del fascicolo. Al termine di questa fase di affiancamento, il fascicolo passerà definitivamente nelle mani di Ielo, che opererà in stretto raccordo con la Procura Generale di Milano e il procuratore capo Marcello Viola.
Le ombre sul campionato
L’inchiesta, ricordiamo, punta i riflettori su presunte irregolarità nelle designazioni arbitrali, con particolare riferimento ad alcuni episodi che riguarderebbero i colori dell’Inter. Gli inquirenti hanno già ascoltato diverse persone informate sui fatti, inclusi gli attuali e passati club referee manager di Inter e Lazio, figure chiave per ricostruire i rapporti e le dinamiche tra le società e il mondo arbitrale.
Nonostante il tifo personale del procuratore Marcello Viola per la squadra nerazzurra sia oggetto di discussione mediatica, fonti autorevoli sottolineano come il magistrato sia considerato una figura di massima integrità, la cui condotta professionale è del tutto svincolata dalle proprie passioni calcistiche.
Verso la pausa estiva: archiviazione o rinvio a giudizio?
Cosa dobbiamo attenderci ora? Gli esperti ipotizzano che, prima della sosta per le vacanze, la Procura potrebbe giungere a una svolta significativa. Gli scenari sul tavolo rimangono tre:
– Nuovi interrogatori: Per approfondire le posizioni di soggetti già ascoltati o di ulteriori figure emerse nel corso delle indagini.
– Archiviazione: Qualora il materiale probatorio raccolto non dovesse risultare sufficiente a sostenere l’accusa in giudizio. Anche in questo caso, tuttavia, il materiale potrebbe essere trasmesso al procuratore federale Giuseppe Chiné per un’eventuale indagine in sede di giustizia sportiva.
– Rinvii a giudizio: L’ipotesi più severa, che porterebbe la vicenda direttamente in aula, coinvolgendo non solo il mondo arbitrale ma potenzialmente anche figure dirigenziali.
La vicenda resta un nervo scoperto per il calcio italiano, che attende con apprensione le prossime mosse di Ielo e Viola, consapevole che la verità giudiziaria potrebbe riscrivere equilibri e percezioni sull’integrità del sistema. La domanda che si fanno tanti è: cosa rischiano i club? Qualcuno inizierà la stagione 2026-2027 con una penalizzazione?
