Balogun graziato dalla FIFA: infuoca la polemica – “Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l’Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico”. Giovanni Malagò, neo-presidente FIGC, ha commentato così a Rai Radio1 la decisione della Fifa di sospendere la squalifica del calciatore americano Florin Balogun, espulso contro la Bosnia, che dunque potrà giocare regolarmente contro il Belgio.
Balogun graziato dopo intervento di Trump?
La decisione da parte della FIFA oltre a incontrare le proteste dei belgi, ha riacceso un dibattito che, in Italia, molti tifosi della Juventus conoscono fin troppo bene. La decisione di consentire all’attaccante degli Stati Uniti di scendere regolarmente in campo negli ottavi di finale del Mondiale contro il Belgio, nonostante il cartellino rosso rimediato contro la Bosnia-Erzegovina, ha inevitabilmente riportato alla memoria un precedente destinato a far discutere ancora oggi: la grazia concessa a Romelu Lukaku nel 2023 dall’allora presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
Ovviamente, a differenza di quell’episodio, il caso Balogun ha assunto immediatamente una dimensione internazionale. Secondo diverse ricostruzioni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe contattato direttamente il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per chiedere una revisione della sanzione. Pochi giorni dopo, la Commissione disciplinare ha deciso di applicare l’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA, sospendendo l’esecuzione della giornata di squalifica per un anno di prova. In pratica, Balogun potrà giocare immediatamente contro il Belgio e sconterà la sanzione soltanto in caso di una futura infrazione analoga nel periodo di prova. Una decisione senza precedenti in una fase finale della Coppa del Mondo (il caso Cristiano Ronaldo riguardava le qualificazioni) che ha provocato le proteste della federazione belga e acceso forti polemiche sul principio di uguaglianza delle regole.
La grazia di Gravina a Lukaku
Per molti osservatori italiani è stato impossibile non ripensare a quanto avvenne nell’aprile del 2023. Durante la semifinale di andata di Coppa Italia tra Juventus e Inter, Romelu Lukaku venne espulso dopo aver trasformato il calcio di rigore del pareggio e aver esultato davanti alla curva bianconera, in un clima già pesantemente condizionato da episodi di discriminazione razziale. Inizialmente la Corte Sportiva d’Appello confermò la squalifica, ma successivamente intervenne direttamente il presidente federale Gabriele Gravina, che utilizzò i propri poteri straordinari per annullare gli effetti della sanzione, consentendo al belga di disputare regolarmente la gara di ritorno. La motivazione ufficiale fu quella di dare un segnale forte nella lotta contro il razzismo, ritenendo eccezionali le circostanze dell’episodio. Curiosamente però, in seguito ad un episodio analogo nei confronti di Dusan Vlahovic (allora attaccante della Juve), la grazia non fu concessa.
Pur trattandosi di contesti profondamente diversi, i casi Lukaku e Balogun presentano un elemento comune: in entrambi si è fatto ricorso a strumenti eccezionali per modificare gli effetti di una sanzione disciplinare già definita. Nel caso Lukaku intervenne il presidente della FIGC invocando una causa di interesse superiore; nel caso Balogun la FIFA ha utilizzato una norma raramente applicata, dopo una vicenda che, secondo numerose ricostruzioni giornalistiche, sarebbe stata accompagnata anche da pressioni politiche provenienti dalla Casa Bianca (che dopo la sospensione della sanzione ha anche ringraziato pubblicamente).
A chi giova?
È proprio questo aspetto ad alimentare le polemiche. Ogni volta che una sanzione viene modificata attraverso strumenti straordinari, inevitabilmente nasce il dubbio che non tutti vengano trattati allo stesso modo. Se da una parte gli organi federali rivendicano la legittimità giuridica delle rispettive decisioni, dall’altra tifosi e addetti ai lavori si interrogano sulla coerenza del sistema disciplinare.
Il calcio vive anche di regole certe e della percezione di imparzialità. Per questo motivo episodi come quelli di Lukaku e Balogun, pur differenti nelle motivazioni e nelle circostanze, continueranno probabilmente a essere accostati ogni volta che una squalifica verrà modificata attraverso provvedimenti eccezionali. Ed è proprio la ricerca di un equilibrio tra giustizia sostanziale e uniformità nell’applicazione delle norme a rappresentare una delle sfide più delicate per le istituzioni calcistiche.
Questo il testo dell’art. 27 del Codice Disciplinare FIFA .
Non è noto il testo del provvedimento di sospensione della sanzione, ma soltanto il comunicato stampa che ne dà notizia. Sarebbe interessante conoscere l’iter processuale che lo ha preceduto.
#Balogun #FIFA pic.twitter.com/CNcbm11SHP— Giorgio Spallone (@GiorgioSpallone) July 6, 2026
