Novak Djokovic saluta lo US Open 2026 al primo turno. Il 24 volte campione Slam è stato sconfitto dall’argentino Mariano Navone per 7-6(5), 5-7, 4-6, 6-2, 6-1 dopo quattro ore e 36 minuti sull’Arthur Ashe Stadium. Una partita segnata dai problemi fisici del serbo e dalle lacrime nel quinto set, che aprono inevitabilmente nuovi interrogativi sul futuro del 39enne di Belgrado.
Il risultato è clamoroso soprattutto per la dimensione storica della sconfitta. Djokovic non perdeva al primo turno di un torneo dello Slam dall’Australian Open 2006 contro Paul Goldstein e, in venti partecipazioni allo US Open, non era mai uscito all’esordio. Contro Navone ha inoltre disputato il primo turno più lungo della sua carriera in un Major.
Eppure, per oltre tre ore, Djokovic era riuscito ancora una volta a tenere insieme una partita complicatissima. Perso al tie-break un primo set nel quale aveva commesso 17 errori non forzati, il serbo ha strappato il servizio all’argentino sul 5-5 del secondo e ha pareggiato i conti. Nel terzo ha trovato un altro break nel nono game, chiudendo 6-4 e portandosi avanti due set a uno.
Djokovic ha strappato il servizio a Navone in apertura di quarto set, ma non è riuscito a confermare il break nel game successivo. L’argentino ha immediatamente recuperato lo svantaggio e ha progressivamente preso il controllo degli scambi, approfittando anche delle crescenti difficoltà fisiche del serbo. Navone ha chiuso il parziale sul 6-2 e ha poi dominato il quinto set, nel quale Djokovic, ormai fortemente limitato negli spostamenti, ha raccolto un solo game.
US Open 2026, Djokovic in lacrime nel quinto set: cosa è successo
Nel quinto set, con Navone avanti 3-0, Djokovic è scoppiato in lacrime al cambio di campo dopo aver ricevuto assistenza medica per un problema alla schiena. Il serbo era ormai in evidente difficoltà fisica, dopo aver accusato nel corso del match anche episodi di vomito e crampi che ne avevano condizionato il rendimento.
Djokovic, che era considerato dai bookmakers uno dei favoriti dello US Open 2026, ha poi spiegato in conferenza stampa di aver pensato anche al ritiro durante il match e di essere alle prese da tempo con questi problemi fisici.
Il serbo non ha parlato di ritiro e il 25° titolo Slam resta l’obiettivo più importante, ma la sconfitta contro Navone ha evidenziato ancora una volta quanto la tenuta fisica sia diventata determinante nella gestione dei tornei al meglio dei cinque set. Lo stesso serbo ha ammesso di stare cercando di capire cosa stia succedendo e fino a che punto possa continuare a competere in queste condizioni.
