Calciomercato Milan, via Fofana sul gong. E’ stata un’ultima giornata agitata a Casa Milan, che si è conclusa con la cessione di Fofana e il clamoroso reintegro di Tomori, visto che il rinforzo in difesa non è arrivato. L’inglese, uno degli ultimi reduci dello scudetto 2022, tornerà quindi a disposizione di Amorim, già per il prossimo match di campionato contro la Juventus.
Difesa, la coperta è corta
E’ certamente il reparto che ha creato più discussioni. Certamente l’arrivo di Gila ha migliorato il reparto arretrato rossonero, che però al contempo avrebbe avuto bisogno di un alter ego di Gabbia. Fiducia a De Winter e ai giovani Diawara e Vladimirov, più Bartesaghi all’occorrenza alternativa a Pavlovic. In sostanza Tiago Gabriel sarebbe stata una buona soluzione, ma chiudere un affare del genere è roba di altri tempi, anche se non stiamo parlando certamente delle vibes di Nesta 2002.
Centrocampo, l’ago della bilancia è Rabiot
La mediana milanista ha vissuto un profondo cambiamento, non solo tattico. Via Fofana, via Ricci, riaccolto Musah e fiducia a Jashari. Bisognerà fare i conti con i 41 anni di Modric e la possibilità di vedere Rabiot sulla trequarti. Il francese è uno dei pilastri del Milan 2026/2027 e toglierlo dal mezzo potrebbe rivelarsi un azzardo. E poi c’è la gioventù e il talento di Christian Comotto, 2008 che ha fatto molto bene allo Spezia nella passata stagione. Avrà il suo spazio? Lo scopriremo quando cominceranno anche Europa League e Coppa Italia.
Sugli esterni c’è stata un’altra rivoluzione. E’ tornato Chukwueze, è arrivato Moreira, è rimasto Estupinian, oltre alle conferme di Bartesaghi e Saelemaekers. L’azzurrino è chiamato alla conferma, mentre il belga sembra essere annoverato nella batteria, nutrita, dei trequartisti. Sulla trequarti ci sarà ancora Loftus-Cheek, l’inglese reduce da due stagioni deludenti si gioca la sua ultima fiche rossonera. L’ultima.
Attacco, il post Leao affidato a Goncalo Ramos
Da un portoghese all’altro. Il centro di gravità permanente del reparto avanzato del Milan sarà Goncalo Ramos, pagato tanto e andato a segno contro il Venezia. Dopo 7 anni non ci sarà Leao, passato al Galatasaray e senza neanche troppi rimpianti. Uno si, quello di non essere stato venduto prima, ad una cifra più alta. L’alternativa a Ramos sarà Camarda, diventato maggiorenne da qualche mese e unico sostituto del 9 portoghese.
Ci sarà ancora Pulisic, nonostante qualche spiffero di mercato e un 2026 da cancellare, almeno fino a questo momento. L’americano è da recuperare, come confermano gli zero minuti contro Torino e Venezia, ma è un giocatore fondamentale nello scacchiere milanista. Poi c’è l’autore del primo gol ufficiale dell’era Amorim, quell’Alphadjo Cisse, senza accento, che sta accendendo le fantasie del popolo rossonero. Numero 70 sulle spalle, somiglianza calcistica con il primo Robinho e tanta voglia di stupire. E di far alzare il telefono a Roberto Mancini.
Infine c’è Omari Hutchinson, il mancino di talento inseguito per tutta l’estate e raggiunto proprio in extremis. Classe 2003, nelle gerarchie è dietro a tutti, ma siamo solo al 2 settembre. Con questi si va, le chiacchiere sono finite. Ora parla il campo, almeno fino a gennaio.
p.s. forse, forse, forse, dopo 2 stagioni di disastri il Milan ha una sola anima. Cardinale, forse, forse, forse ha capito che vuol dire essere proprietario di un grande club calcistico. E non basta qualche spettacolare atterraggio in elicottero. Proprio no.




