Pari e patta tra Roma e Juventus. n attesa dei due posticipi di oggi che concluderanno il 27° turno di Serie A 2025-2026, nelle parti alte della classifica i rapporti di forza sono ormai ben delineati e i giochi “quasi” fatti. Per il titolo l’Inter viaggia spedita con ben 10 punti di vantaggio sui cugini del Milan, mentre il Napoli è terzo a -14 dai nerazzurri e a +2 sul quarto posto occupato dalla Roma. Quinto è il Como, che insegue a una lunghezza dai giallorossi, seguito a ruota dalla Juventus.
Pirotecnico pari all’Olimpico di Roma
Proprio il posticipo tra i bianconeri e i giallorossi giocato all’Olimpico di Roma ha chiuso le gare domenicali. Un pirotecnico 3-3 che ha rinviato sostanzialmente ogni discorso Champions legato alla Vecchia Signora. In caso di successo dei capitolini, infatti, gli uomini di Gian Piero Gasperini si sarebbero portati a +6 dal Como e +7 dai bianconeri, mettendo un paletto molto profondo per la partecipazione alla prossima “coppa dalle grandi orecchie”. Il pareggio tiene sostanzialmente in corsa tutti, anche se chi insegue indubbiamente deve compiere ugualmente un’impresa.
La Juventus sa bene che deve aumentare l’attuale media punti e per farlo dovrà vincere 8 delle prossime 11 partite, sperando che Roma e Como non facciano altrettanto. Per un finale di stagione di questo livello, però, Luciano Spalletti e i suoi devono ritrovare per prima cosa l’equilibrio. Se è vero, infatti, che nelle ultime 7 partite ufficiali (1 vittoria, 2 pareggi e 4 sconfitte) la Juventus abbia segnato soli 11 gol, confermando i limiti dell’attacco e il senso della richiesta di una punta nel mercato di gennaio da parte del tecnico, dall’altro c’è il dato sui gol subiti che preoccupa tantissimo.
Juventus: fase difensiva colabrodo
La fase difensiva bianconera, conseguenza di questo gioco indubbiamente più bello da vedere, è diventata letteralmente un colabrodo con 20 reti incassate in 7 gare, 2,85 a partita. In buona sostanza, la Juventus parte ultimamente da 0-3 ed è quindi ovvio che anche un attacco atomico farebbe fatica a vincere le gare così, poiché dovrebbe farne almeno 4 a match. Spalletti sta ovviamente cercando di ovviare ai limiti dei giocatori a disposizione con una proposta di gioco, ma senza voler disconoscere il valore del suo lavoro, il risultato non c’è. Se incassi il doppio dei gol che fai, ti stai semplicemente suicidando.
I limiti del roster sono arcinoti e gli errori che si vedono in campo sono esattamente gli stessi che si vedevano con Allegri, poi con Motta e Tudor, visto che l’ossatura della squadra è molto simile. Errori tecnici, con la frequente restituzione del pallone agli avversari in costruzione (Spalletti dixit), e nelle scelte nei momenti delicati delle sfide, sono una costante che nessun gioco fin qui è riuscito a colmare. E visto che fino all’estate non si potrà intervenire, questa corsa al quarto posto presenta molte incognite per la Vecchia Signora.
La squadra è pressappoco nella stessa posizione di classifica in cui era quando c’era Tudor e sembra non imparare dai propri errori. L’unica cosa che si salva è il cuore: nelle ultime settimane il gruppo ha dimostrato di saper reagire con orgoglio a situazioni di svantaggio, anche di uomini in campo, ma purtroppo non sempre basta. È una frase che non piace ai tifosi, ma realmente la Juve è “attesa da 11 finali” e il calendario non è proibitivo. Ognuno è artefice del proprio destino.




