ll Milan perde per la seconda volta di fila in trasferta e vede materializzarsi il sorpasso del Napoli al secondo posto e scappare l‘Inter a 9, con addio ai residui sogni di gloria tricolore.
Milan, una sconfitta che fa male
I numeri, che non si discutono mai, prima di tutto: terza sconfitta negli ultimi 40 giorni, seconda sconfitta di fila in trasferta per 1-0 dopo quella con la Lazio, 0 tiri in porta nel secondo tempo contro il Napoli, nonostante aver schierato tutti gli attaccanti a disposizione. Un Milan che esce male, molto male, dalla notte del Maradona, perdendo contro un Napoli spuntato, ma che ha trovato nella panchina le carte vincenti per portare a casa la vittoria.
Il solito 3-5-2 di Allegri ha funzionato solo nel primo tempo, a tratti, quando i padroni di casa hanno badato soprattutto a non lasciare spazi ai rossoneri. La strana coppia Fullkrug-Nkunku non ha prodotto molto, qualche buona intenzione, ma nulla più. Tanto è vero che l’unica occasione rilevante per il Milan è stata quella di Pavlovic, che per poco non ha approfittato di una sciagurata uscita di Milinkovic-Savic.
Rabiot tenuto a bada da Anguissa, Modric meno lucido del solito e un Salaemakers sempre più involuto non hanno dato il loro contributo. Non che il Napoli abbia prodotto chissà cosa, ma nel secondo tempo gli azzurri hanno dato l’idea di provarci di più e il graffio di Politano ha dato ragione a Conte.
Cambia Max, cambia!
I cambi del Milan sono stati tardivi: Leao e Pulisic in campo quando la squadra stava accarezzando l’idea di portare a casa un punticino. Gimenez si è fatto vedere poco, almeno si è rivisto Loftus-Cheek, tornato in campo dopo il tremendo infortunio contro il Parma.
Per le ultime 7 partite serve nuova linfa al Milan, gli unici sprazzi di buon gioco nelle ultime settimane si sono visti contro il Torino, con il 4-3-3, un modulo che metterebbe tutti i giocatori al proprio posto. Le prossime due partite sono contro Udinese e Verona, poi c’è la Juventus a San Siro. Lo scudetto è andato, la Champions League ancora da conquistare, il 3-5-2 non basta più. E questo forse anche Allegri l’ha capito.
p.s. Politano, Barella, Mancini e anche Raspadori a segno, dopo essere stati fantasmi in Bosnia rieccoli leoni in Serie A. Come direbbe Marzullo fatevi una domanda e datevi una risposta.




