La sessione estiva di calciomercato della Juventus si avvia verso le battute conclusive, ma in casa bianconera non mancano le diversità di vedute (esattamente come la scorsa stagione). A tenere banco non sono soltanto le trattative in entrata e in uscita – con i movimenti legati alle fasce, il possibile arrivo di un terzino mancino come Joakim Mæhle e i discorsi per sfoltire la rosa – quanto piuttosto le evidenti e crescenti diversità di vedute tra la dirigenza e l’allenatore Luciano Spalletti. E qui è inevitabile non tornare alle frizioni con il precedente ad Damien Comolli, di cui il tecnico ha chiesto e ottenuto l’allontanamento.
Le pesanti parole di Spalletti su Kolo Muani
Il nodo principale della discussione riguarda, come prevedibile, il reparto offensivo. Nonostante l’investimento economico importante effettuato dalla società per assicurarsi a titolo definitivo Randal Kolo Muani (38 più 12 di bonus), Spalletti non sembra soddisfatto e continua a invocare l’acquisto di una classica “punta di peso”. Le preferenze dell’allenatore si orientano su profili fisici e di sfondamento: tra questi figurano Alexander Sørloth dell’Atletico Madrid, per il quale balla una distanza economica di 10 milioni tra domanda e offerta, e Jean-Philippe Mateta del Crystal Palace, opzione più accessibile con lo sguardo rivolto anche al futuro.
La linea della Juventus per la punta
Dall’altra parte, la dirigenza della Juventus – con Frederic Massara sempre più protagonista dopo essere stato affiancato all’ad Giovanni Carnevali – sembra avere idee differenti, orientate ad esempio su profili come Joshua Zirkzee. Una divergenza non da poco, considerando che lo stesso Spalletti non ha mai nascosto una certa freddezza verso attaccanti che non occupino stabilmente l’area di rigore con le caratteristiche del classico centravanti di peso. Questo disallineamento tattico e strategico rischia di trasformarsi in un terreno di scontro pericoloso, soprattutto alla luce di alcune uscite pubbliche del tecnico che, soffermandosi sulle difficoltà o sul rendimento dei singoli, non sempre sembrano blindare gli investimenti operati dal club.
La tegola Yildiz non semplifica le cose
A rendere il quadro ancora più delicato si aggiunge la sfortunata tegola legata all’infortunio di Kenan Yıldız, fermato da un duro pestone rimediato contro il Frosinone che potrebbe costringere i bianconeri a fare a meno del talento turco per tante settimane, tra terapie conservative o possibili soluzioni chirurgiche. In un momento così delicato della stagione, in cui si deve capire se si può prendere il volo o se si debba ancora una volta galleggiare, la coesione tra campo e scrivanie sarà fondamentale: la Juventus ha bisogno di blindare i propri obiettivi sportivi ed economici, evitando che le crepe comunicative e le differenti visioni tecniche tra Spalletti e la dirigenza possano trasformarsi in un fattore di instabilità per l’intera squadra.
