È fin troppo evidente che le due deluse della Serie A 2025-2026 siano Milan e Juventus. Entrambe fuori dalla Champions League, sono chiamate a gestire una crisi che ora si protrae da diversi anni e che si ripercuote inevitabilmente sul prodotto calcio italiano in generale. All’indomani della sconfitta contro il Cagliari, dalle parti di Milanello si è corsi subito ai ripari con decisioni drastiche. Il numero uno del club, Cardinale, ha sostanzialmente dato il benservito all’ad Furlani, al ds Igli Tare, al tecnico Masssimiliano Allegri e al manager Moncada.
Ibrahimovic deus ex machina del Milan
Il club al momento è sostanzialmente nelle mani di Zlatan Ibrahimovic, che nonostante le durissime accuse da parte di una fetta della tifoseria, sta lavorando alla ricostruzione e sembra aver scelto quale nuovo tecnico il basco Iraola.
Juventus: pace (armata?) Comolli-Spalletti
La Juventus, invece, ha scelto la via della continuità, con la proprietà che ha deciso di tracciare una linea chiara. Dopo le voci di corridoio e le speculazioni giornalistiche sui possibili addii dell’ad Damien Comolli e del tecnico Luciano Spalletti, John Elkann ha deciso di evitare un nuovo, traumatico azzeramento dei vertici societari.
Il delicato lavoro di diplomazia, condotto anche da Giorgio Chiellini, ha portato a una soluzione di compromesso che mira a ripristinare l’ordine gerarchico e la funzionalità aziendale. In una struttura complessa come quella bianconera, il rispetto dei ruoli è fondamentale: la proprietà ha ribadito che non può essere il personale tecnico a dettare le scelte sui vertici dirigenziali. L’ordine deve fluire dall’alto verso il basso, garantendo stabilità.
Il monito di Elkann è stato perentorio e indirizzato a entrambe le parti. A Comolli è stato chiesto di dimostrare maggiore apertura, coinvolgendo attivamente Spalletti nelle scelte di mercato e valorizzandone le competenze tecniche. Tuttavia, il direttore è ufficialmente sotto osservazione: il fallimento dell’obiettivo minimo – il piazzamento tra le prime quattro – comporterebbe la fine del suo mandato. Di contro, a Spalletti è stato imposto un cambio di passo: fermo restando il maggior peso decisionale concesso in sede di mercato, l’allenatore dovrà concentrarsi esclusivamente sui risultati. Per il tecnico, il gioco fine a sé stesso non basta più; la discriminante per la permanenza sarà il raggiungimento di traguardi concreti.
Parallelamente, il club valuta l’inserimento di nuove figure, come l’ipotesi Tognozzi, pur dovendo districarsi tra una struttura interna già definita – che vede coinvolti Ottolini e altre figure tecniche – e la forte concorrenza di altri club internazionali.
Indiscrezioni sul calciomercato bianconero
Sul fronte del mercato, la strategia bianconera sembra aver mutato rotta, orientandosi verso profili di grande esperienza internazionale. L’obiettivo principale resta Alisson, per il quale la trattativa con il Liverpool è in una fase formale avanzata, supportata da un accordo di massima già raggiunto con il portiere. L’interesse si estende anche a profili come Andrew Robertson e, sorprendentemente, Mohamed Salah.
La ricerca di calciatori esperti, tutti sulla soglia dei 32-33 anni, non è casuale. Rispecchia la precisa volontà di Spalletti di abbandonare la politica dei giovani inesperti, spesso rivelatisi scommesse azzardate, in favore di atleti pronti, abituati alla pressione del grande calcio e dotati di quella mentalità vincente necessaria per trascinare il resto della rosa. La Juventus, dunque, si prepara a un restyling che punta tutto sulla solidità e sull’esperienza, nella speranza che questo nuovo corso possa finalmente riportare il club ai vertici del calcio italiano ed europeo.




