La Juventus di Damien Comolli inizierà il prossimo 13 luglio il ritiro estivo in vista della stagione 2026/2027 che vedrà i bianconeri impegnati in campionato, Coppa Italia ed Europa League. Per la prima volta dopo 15 stagioni consecutive, dunque, la Vecchia Signora non prenderà parte alla Champions League e non è di certo un buon viatico al termine della prima stagione targata Comolli-Spalletti.
L’attenuante per Comolli e Spalletti
Entrambi, però, hanno un’attenuante (che non è una scusante): sono stati chiamati in causa a lavori in corso. Il dirigente francese è sbarcato alla Continassa sul finire del campionato 2024-2025, trovandosi un calciomercato estivo già impostato per diverse operazioni e un allenatore non scelto da lui e con poco tempo per cambiarlo. Il tecnico di Certaldo, dal canto proprio, è subentrato a stagione in corsa, con una squadra non costruita per lui (ma nemmeno per Tudor onestamente), senza riuscire ad incidere nei risultati, se non nella proposta di gioco.
Inevitabile la tensione di fine stagione, visto che la Juve di Luciano Spalletti ha fallito tutti gli obiettivi fissati e per i quali c’era stato il cambio di allenatore con un surplus di spesa. Una tensione che il proprietario John Elkan ha voluto subito stoppare per il bene di tutti. Un’altra rivoluzione dopo soli 8 mesi con un nuovo ad e un nuovo allenatore non poteva essere “da Juve”. Per questo, il numero uno del club ha deciso di confermare sia Comolli sia l’allenatore dando loro una linea unitaria per ricostruire la Signora.
Sarà nuova o vecchia Juve?
Sarà questa stagione, dunque, il vero banco di prova per questa Juventus, che dovrà ancora una volta ottimizzare le risorse finanziarie e al contempo costruire una squadra forte, tagliando i rami secchi e costosi e prendendo giocatori maggiormente funzionali e soprattutto che non abbiano timore di indossare la maglia bianconera. Si parla tanto degli algoritmi da quando Comolli è a Torino, ma in realtà l’incidenza di questi nelle scelte è esattamente la stesa che vigeva ai tempi di Paratici.
L’aspetto umano e mentale ha sempre il sopravvento, poiché negli ultimi anni la Juve ha preso sicuramente calciatori costosi e che nei rispettivi club avevano valori tecnici, ma arrivati alla Continassa non sono riusciti a reggere le pressioni di una delle società più blasonate al mondo. Insomma, il piano Comolli ora darà ancora più peso all’aspetto psicologico, per evitare nuovi casi come quelli di Openda, David o Zhegrova. Il paletto dell’età (predilezione per gli Under 25) subirà diverse eccezioni per andare incontro alle richieste di Spalletti e non è detto che questo non aiuti lo stesso amministratore delegato a fare un ulteriore step di crescita.
Servono attributi per fare il mercato
Certo, l’ex Tolosa non dovrà farsi prendere da facili entusiasmi né fidarsi troppo degli intermediari che magari gli danno per fatte delle operazioni. Il gatto ce l’hai solo quando è nel sacco, direbbe il Trap, ragion per cui continuare a raggiungere gli accordi con i giocatori senza avere quelli con i club, non basta. Chiaro che il primo passo è sempre quello di parlare con gli entourage dei protagonisti, perché accordarsi con i club senza sapere se un calciatore accetti la destinazione torinese non porterebbe che a un vicolo cieco.
Insomma, è il momento di tornare a fare la Juve dalle parti della Continassa, con Comolli che non dovrà farsi prendere dal collo da nessuno e far pesare anche il valore dei propri calciatori in uscita per accumulare il tesoretto necessario agli acquisti.




