LeBron James lascia i Lakers dopo otto stagioni E si prepara a ripartire lontano da Los Angeles. A comunicarlo è stato il suo agente Rich Paul, CEO di Klutch Sports, in un colloquio con Shams Charania di ESPN, poche ore prima dell’apertura della finestra di free agency. Niente ritiro per il quattro volte MVP, pronto a giocare la sua 24ª stagione NBA con una nuova maglia.
LeBron James lascia i Lakers: il bilancio delle otto stagioni a Los Angeles
James era arrivato ai Lakers nell’estate 2018, dopo la seconda esperienza ai Cleveland Cavaliers, con l’obiettivo di riportare Los Angeles al centro della NBA. La missione è riuscita solo in parte, ma ha comunque lasciato un’impronta pesante. Il titolo del 2020 nella bolla di Orlando, con il premio di MVP delle Finals, resta il punto più alto della sua esperienza gialloviola.
A quel successo si è aggiunta la vittoria della prima NBA Cup nel 2023, chiusa ancora da MVP del torneo. Sempre con la maglia dei Lakers, James ha scritto anche una delle pagine più importanti della storia della lega, superando Kareem Abdul-Jabbar nel febbraio 2023 e diventando il miglior marcatore all-time della NBA.
L’ultima stagione ha restituito l’immagine di un James ancora competitivo, ma inevitabilmente meno esplosivo rispetto al passato. In regular season James ha disputato 60 partite, viaggiando a 20,9 punti, 7,2 assist e 6,1 rimbalzi di media: numeri ancora di alto livello, ma con il dato realizzativo più basso dalla stagione da rookie. Ai playoff il rendimento è salito a 23,2 punti, 7,3 assist e 6,7 rimbalzi in 10 gare, con i Lakers eliminati al secondo turno da Oklahoma City dopo aver superato Houston al primo turno.
LeBron James Warriors, Cleveland o Miami? Le piste per il futuro
L’ipotesi più accreditata porta a Golden State. La rinuncia di Draymond Green alla player option da 27,7 milioni ha aperto spazio salariale per l’assalto a James, da inserire accanto a Curry, Butler e Porzinğis, appena rinnovato con un biennale da 40 milioni. Lo scambio per Anthony Davis appare invece in stallo, perché i Wizards non sarebbero interessati e i Warriors non vogliono cedere Butler per finanziarlo: la strada più concreta resta la midlevel exception da circa 15 milioni, da abbinare alla gestione del contratto di Moses Moody, fermo per infortunio.
La pista LeBron James Cleveland resta invece la più suggestiva dal punto di vista narrativo, perché riporterebbe il Re nella franchigia che lo scelse al Draft 2003 e con cui vinse il titolo NBA 2016. Cleveland, quest’anno arrivata fino alle finali di Conference Est prima del netto 4-0 subito contro i Knicks, dovrebbe liberare margine salariale per sbloccare la non-taxpayer midlevel exception necessaria a competere per James, anche attraverso la cessione di Max Strus e Dennis Schroder. Sul quadro economico pesa anche il futuro di James Harden, che ha rifiutato la player option da 42,3 milioni e resta al centro delle valutazioni dei Cavaliers per il nuovo contratto.
Per gli Heat, invece, lo scenario è cambiato radicalmente dopo la trade che ha portato Giannis Antetokounmpo a Miami alla vigilia del draft: James potrebbe affiancare Antetokounmpo e Bam Adebayo come playmaker, scelta che garantirebbe un percorso verso le Finals più semplice passando dalla Eastern Conference. Resta tuttavia il nodo spazio salariale, con Miami già a ridosso del primo apron — la soglia di spesa oltre la quale il nuovo CBA limita le mosse di mercato delle squadre, dalle trade alle eccezioni salariali utilizzabili — dopo il rinnovo di Andrew Wiggins.




