La trade di Giannis Antetokounmpo era nell’aria già dalla passata stagione, e le pretendenti del greco erano davvero tante. Ad avere la meglio sono stati i Miami Heat di Pat Riley, che hanno sorpreso tutti e sono pronti a tornare una contender più che credibile.
La fine di un’era a Milwaukee
Dopo più di 13 anni l’avventura a Milwaukee di Giannis Antetokounmpo è terminata, facendo scendere una lacrima nostalgica non solo ai tifosi dei Bucks, ma a tutti coloro che si sono appassionati a questo sport osservando le prestazioni incredibili e dominanti del giocatore greco con la sua maglia verde numero 34.
La fine di un’era, se così si può dire, per Milwaukee, che ne esce comunque con un ottimo bottino ed un pacchetto di giocatori e scelte da cui poter ripartire per il futuro. Antetokounmpo era oramai divenuto non solo un idolo ed un beniamino per tutti i fan dei Bucks, ma un vero e proprio simbolo e patrimonio della franchigia e della città. Per chi non lo sapesse, infatti, basta girare un pò per le vie di Milwaukee per poter ammirare diversi murales (di cui uno storico, alto più di 16 metri, sulla facciata Est dell’edificio 600 East Wisconsin Avenue) raffiguranti Giannis.
Come biasimarli: dopotutto è stato il leader e trascinatore di una cavalcata trionfale che ha portato, nel 2021, il titolo NBA per la seconda volta nella propria storia a Milwaukee, dopo quello del 1971, consacrandosi come uno dei giocatori più iconici della lega.
La rottura con l’ambiente e la trade con i Miami Heat
Era da un pò di tempo, però, che Giannis sentiva una mancanza di competitività da parte della società. Lui è un vincente, uno che non pensa a nient’altro se non a come poter trionfare nuovamente, e vedere la propria franchigia non adottare delle scelte per rendere il team competitivo (anche per alcune trade andate nel verso sbagliato, come quella di Damian Lillard, ad esempio) è stato per lui motivo di delusione, fino ad arrivare ad una vera e propria rottura con l’ambiente.
Ecco perché era nell’aria già dalla scorsa stagione una sua possibile trade, per poter permettere ad entrambe le parti in causa di fare ciò che sentivano: ripartire e ricostruire per i Bucks, provare a vincere altrove per Giannis. Ad avere la meglio sono stati i Miami Heat di Erik Spoelstra e Pat Riley, superando allo scadere i Boston Celtics, in una maxi trade che ha coinvolto diversi giocatori e scelte future.
Tyler Herro, Kel’el Ware, Jaime Jaquez Jr., Kasparas Jakucionis e tre prime scelte ai futuri Draft: è questo il bottino che si è accaparrato Milwaukee, con Bobby Portis Jr. che ha seguito il greco a Miami, in una delle trade che, per forza di cose, passerà alla storia.
Nascono i nuovi Heat di Pat Riley
Inutile dire quanto siamo ansiosi e desiderosi di poter ammirare Giannis Antetkounmpo con la sua nuova casacca Heat, e con il suo numero: il 7. Il greco si unisce ad roster che, nonostante i diversi giocatori andati, rimane più che competitivo, e fa già sognare i tifosi.
Il quintetto titolare dovrebbe essere composto da: Davion Mitchell, Norman Powell, Andrew Wiggins, Giannis Antetokounmpo e Bam Adebayo. Sotto la guida di un coach come Erik Spoelstra è difficile non immaginare questa squadra fuori dalla corsa al titolo nella prossima stagione.
Occhio, però, perché le sorprese in casa Heat potrebbero non essere ancora finite. Pat Riley, presidente della franchigia, ha dichiarato in conferenza stampa: “Abbiamo fatto atterrare l’aereo Giannis, ma ce n’è un altro che dobbiamo far atterrare”, facendo intendere che la campagna acquisti di Miami è tutt’altro che finita. La franchigia della Florida sembrerebbe voler fare le cose in grande per tornare ad alzare un titolo che manca dal 2013.




