C’è voluta una caduta, la pelle graffiata sull’asfalto a pochi chilometri dalla Cipressa e una rimonta da antologia. Il 21 marzo 2026, Tadej Pogačar ha finalmente spuntato la Milano-Sanremo dalla sua lista, battendo Tom Pidcock in uno sprint mozzafiato che resterà nella memoria collettiva del ciclismo. Un trionfo epico che chiude un capitolo e ne apre subito un altro: ora sul taccuino dello sloveno resta un solo nome, scritto a caratteri cubitali: Parigi-Roubaix.
Pogacar Parigi-Roubaix, caccia alla leggenda: cinque Monumenti su cinque
Tadej Pogačar si prepara ad affrontare l’unica Monumento che ancora manca nel suo palmarès – prima però il Giro delle Fiandre domenica 5 aprile – con l’obiettivo dichiarato di eguagliare Merckx, De Vlaeminck e Van Looy nell’elenco esclusivo dei corridori capaci di vincerle tutte e cinque.
Un’impresa che, guardando il palmares già accumulato dal fuoriclasse di Komenda, non sembra più fantascienza. Con la Sanremo appena conquistata le Monumento in bacheca sono già undici: una Sanremo, due Fiandre, tre Liegi e cinque Lombardia.
La Roubaix sarebbe la dodicesima, ma soprattutto l’ultima tessera del mosaico, quella che chiuderebbe il cerchio e consegnerebbe definitivamente lo sloveno all’olimpo dei più grandi di sempre.
L’Inferno del Nord, un conto ancora aperto
Alla sua unica partecipazione alla Roubaix, nel 2025, Pogačar aveva chiuso con un ottimo secondo posto nonostante una caduta in corsa, mentre a vincere era stato Mathieu Van der Poel.
Un risultato che aveva lasciato il segno: abbastanza per confermare che il pavé non è terreno proibito per uno scalatore puro, abbastanza per alimentare la voglia di tornare a fare meglio. A dicembre 2025 era già stato avvistato sul Carrefour de l’Arbre per una nuova ricognizione, a conferma che la Roubaix 2026 era nei piani da mesi.
Nulla viene lasciato al caso: le ricognizioni sul pavé, la scelta dei gregari, lo studio meticoloso di ogni settore. I 50 km di pavé distribuiti in 29 settori rappresentano un terreno per certi versi lontano dalle sue caratteristiche naturali di scalatore puro.
Eppure i fuoriclasse assoluti raramente si lasciano imbrigliare dalle etichette. Lo ha dimostrato alla Sanremo e il 12 aprile, all’Enfer du Nord, Tadej Pogačar proverà a farlo ancora una volta.




