Il campionato è finito ed è il momento dei verdetti: Inter e Como si prendono il voto più alto, bene anche la Roma che torna in Champions dopo otto anni. Deludono invece Juventus e Milan, rimaste lontane dagli obiettivi iniziali, mentre il Napoli si ferma appena alla sufficienza. Tra le sorprese positive anche Parma e Sassuolo. Ecco il pagellone Serie A 2026, squadra per squadra.
Pagellone Serie A 2026: tutti i voti squadra per squadra
ATALANTA – voto 6
Il primo anno dopo Gasperini si è rivelato più complicato del previsto. La scelta iniziale di Ivan Juric non ha funzionato e il cambio con Raffaele Palladino ha permesso almeno di raddrizzare in parte una stagione partita male. La seconda parte di campionato è stata più convincente, senza però cancellare gli errori accumulati nei mesi precedenti. La qualificazione in Conference League salva in parte il bilancio, ma non basta per considerare positiva la stagione.
BOLOGNA – voto 5,5
L’ottavo posto, senza qualificazione europea, lascia un senso di occasione mancata. La squadra di Vincenzo Italiano ha dato spesso l’impressione di avere meno energia e meno continuità rispetto al passato, trovando solo a tratti quella capacità di incidere che l’aveva resa una delle sorprese del campionato. Anche il contributo dei nuovi arrivi è stato inferiore alle attese e il percorso di crescita si è temporaneamente rallentato. Restano alcuni segnali positivi e le conferme dei giocatori più rappresentativi, ma nel complesso i passi indietro sono stati più evidenti dei progressi.
CAGLIARI – voto 6,5
La salvezza è arrivata con una giornata di anticipo e non era un traguardo così prevedibile a inizio stagione. Pisacane, alla prima esperienza in Serie A, ha dovuto subito fare i conti con il grave infortunio dell’attaccante chiamato a raccogliere l’eredità di Piccoli. Nonostante questo il Cagliari ha trovato equilibrio e in diversi momenti ha mostrato anche un calcio piacevole e coraggioso. Le vittorie contro Roma, Milan e Juventus impreziosiscono un campionato che, considerando il punto di partenza, resta decisamente positivo.
COMO – voto 10
Il campionato del Como ha superato anche le aspettative più ottimistiche. Il quarto posto finale e la qualificazione in Champions League rappresentano un traguardo storico per un club che non si era mai spinto così in alto. Alla base del risultato c’è il lavoro di Cesc Fàbregas e di una società che ha seguito con continuità una linea tecnica precisa, investendo e portando avanti le proprie idee. Il quarto posto e la qualificazione europea valgono quanto un trofeo. Una stagione destinata a restare nella storia del club.
CREMONESE – voto 4
La salvezza sembrava alla portata, ma il crollo nella seconda parte di stagione ha compromesso tutto. Il cambio tra Nicola e Giampaolo non è bastato a invertire la rotta e la squadra ha progressivamente perso certezze. Ancora più deludente se si considera l’esperienza di una rosa costruita per reggere la categoria. Emblematico il percorso vissuto nell’arco della stagione: dal successo all’esordio contro il Milan a San Siro al ko contro il Como valso la retrocessione. Un ridimensionamento difficile da prevedere pochi mesi prima.
FIORENTINA – voto 4,5
La stagione della Fiorentina è stata molto al di sotto delle aspettative e il 14° posto finale fotografa bene le difficoltà vissute lungo tutto il campionato. Dopo un lungo periodo complicato, Paolo Vanoli è riuscito a dare un minimo di stabilità e a portare la squadra lontano dalla zona più pericolosa della classifica. Diversi dei giocatori più attesi hanno deluso e anche il valore percepito della rosa ne ha inevitabilmente risentito. In un contesto già complicato, l’addio del presidente Rocco Commisso ha aggiunto ulteriore incertezza attorno all’ambiente. Voltare pagina e ripartire.
GENOA – voto 6,5
L’arrivo di De Rossi ha cambiato rapidamente il volto della stagione del Genoa, permettendo ai rossoblù di allontanarsi dalle zone più delicate della classifica e di chiudere il campionato senza particolari sofferenze. La crescita di alcuni singoli, il recupero di rendimento in attacco e una maggiore solidità complessiva hanno accompagnato un calcio più propositivo rispetto ai mesi iniziali. Per una piazza che cercava entusiasmo e continuità, il bilancio finale resta positivo e offre basi interessanti per il futuro.
INTER – voto 10
L’inizio di stagione aveva lasciato spazio a molti dubbi. Dopo il cambio in panchina, una finale di Champions persa in modo pesante, l’eliminazione dal Mondiale per club e alcune battute d’arresto nelle prime giornate, immaginare un campionato dominato dall’Inter sembrava difficile. Invece la squadra ha reagito subito e ha costruito un percorso di altissimo livello. Il lavoro di Cristian Chivu è stato decisivo nel dare continuità a una base già competitiva. Un campionato di altissimo livello per i nerazzurri.
JUVENTUS – voto 4
La stagione della Juventus è stata molto al di sotto delle aspettative e il sesto posto finale, con esclusione dalla Champions League, pesa inevitabilmente sul giudizio. L’estate aveva acceso entusiasmo, ma tra mercato deludente e scelte tecniche sbagliate la squadra non ha mai trovato continuità. Dopo qualche illusione iniziale è arrivato il crollo nel finale, che ha trasformato il campionato in una grande delusione. Al netto della stagione della penalizzazione, era dal 2010/11 che i bianconeri non restavano fuori dalle prime quattro. Un bilancio profondamente insufficiente per un club con queste ambizioni.
LAZIO – voto 4,5
La stagione della Lazio è stata condizionata fin dall’inizio da un contesto complicato e il nono posto finale certifica un’annata deludente sotto molti aspetti. Il blocco del mercato estivo ha limitato le possibilità di crescita della rosa e la squadra non è mai riuscita a trovare continuità nei risultati. Nemmeno il ritorno di Maurizio Sarri è bastato per invertire davvero la tendenza e il piazzamento finale, il peggiore per i biancocelesti da oltre un decennio, ha accentuato ulteriormente il malcontento dell’ambiente. Guardando alle ultime stagioni emerge una progressiva perdita di competitività che rende il futuro pieno di interrogativi.
LECCE – voto 6,5
La salvezza è arrivata al termine di una stagione sofferta, ma assume un valore ancora maggiore considerando il percorso fatto. Dopo le esperienze precedenti concluse con la retrocessione, Eusebio Di Francesco è riuscito a centrare l’obiettivo con il Lecce e a portare il club verso un traguardo storico. Decisivi sono stati la tenuta mentale e la capacità di restare agganciati alla corsa fino alle ultime giornate, trovando poi il guizzo determinante nel finale di campionato. Per la prima volta il Lecce giocherà cinque stagioni consecutive in Serie A. Sufficienza piena.
MILAN – voto 4,5
La stagione del Milan si è chiusa ben al di sotto le aspettative e il mancato accesso alla Champions League pesa inevitabilmente sul giudizio finale. Massimiliano Allegri non è riuscito a centrare l’obiettivo minimo e il fatto di avere avuto un solo impegno da gestire, rende il bilancio ancora più deludente. Dopo una prima parte di campionato discreta, i rossoneri hanno perso continuità dilapidanso un discreto vantaggio sulle avversarie nella corsa Champions. Il passaggio dal nono al quinto posto rappresenta un miglioramento che però non soddisfa nessuno viste le premesse.
NAPOLI – voto 6
Il secondo posto finale lascia sensazioni contrastanti. Da una parte resta un piazzamento importante, dall’altra il rendimento complessivo non può essere considerato pienamente soddisfacente se rapportato alle aspettative di inizio stagione. Le eliminazioni anticipate dalle coppe hanno pesato e la squadra non è mai riuscita a dare la sensazione di poter contendere davvero il titolo all’Inter fino in fondo. Antonio Conte ha dovuto convivere con diversi problemi fisici all’interno della rosa, ma considerando il livello dell’organico e gli investimenti effettuati era lecito aspettarsi qualcosa in più.
PARMA – voto 7
La salvezza è arrivata senza particolari sofferenze ed è uno dei risultati più significativi della stagione del Parma. Dopo un’estate segnata da partenze pesanti, la squadra è riuscita comunque a mantenere identità e competitività. Il lavoro di Carlos Cuesta ha dato equilibrio a un gruppo giovane e spesso sottovalutato, capace di restare lontano dalle zone più calde della classifica. Le basi costruite in questa stagione sembrano solide.
PISA – voto 3
Il ritorno in Serie A dopo 34 anni avrebbe dovuto accendere entusiasmo e aprire un nuovo ciclo, invece il campionato del Pisa è diventato rapidamente una delusione. Le scelte estive non hanno funzionato e il salto di categoria è stato gestito male sotto diversi aspetti. Anche l’esonero di Gilardino per affidarsi a Hiljemark non ha prodotto la svolta sperata, mentre il mercato invernale non è riuscito a correggere una situazione già compromessa. Il risultato è stato un ultimo posto senza mai dare davvero la sensazione di poter restare in corsa per la salvezza.
ROMA – voto 8,5
L’impatto di Gian Piero Gasperini è stato immediato e ha riportato la Roma ai vertici. Il terzo posto è il risultato di una crescita costante e di un finale di stagione straordinario, con cinque vittorie consecutive e il sorpasso su Milan e Juventus. Il ritorno in Champions League, che mancava dalla stagione 2017/18, dà ancora più valore al percorso. Anche il mercato ha avuto un peso importante: l’arrivo di Malen a gennaio ha cambiato gli equilibri della squadra e dato nuove soluzioni offensive. Un grande risultato e basi solide per il futuro.
SASSUOLO – voto 7,5
Il Sassuolo partiva da neopromossa, ma con una rosa che per qualità ed esperienza aveva poco a che vedere con una squadra reduce dalla Serie B. Diversi giocatori erano già abituati alla categoria e questo si è visto durante tutta la stagione. Fabio Grosso, dopo aver riportato i neroverdi in A, ha gestito bene il salto di livello e ha costruito una squadra solida, capace di restare lontana dalla lotta salvezza e di chiudere a ridosso della top-10. Un campionato convincente e una stagione ampiamente positiva.
TORINO – voto 5,5
Il dodicesimo posto finale si inserisce perfettamente nella traiettoria delle ultime stagioni del Torino: sempre lontano dai problemi più seri, ma anche incapace di fare il salto di qualità. È proprio questa sensazione di immobilismo che alimenta il malcontento attorno al club e alle scelte della società. Dopo una partenza complicata, D’Aversa ha rimesso ordine e migliorato il rendimento rispetto alla gestione precedente, senza però cambiare davvero il giudizio complessivo. Il Torino resta nel solito limbo di classifica e, dopo anni molto simili tra loro, questo non basta più.
UDINESE – voto 6,5
L’Udinese ha chiuso in top-10 e ha fatto registrare un netto passo avanti rispetto alla prima stagione di Runjaic. Alcuni protagonisti hanno reso oltre le attese e la squadra ha trovato risorse importanti anche da giocatori che sembravano aver perso centralità negli ultimi anni. Fisicità, organizzazione e capacità di mettere in difficoltà avversari di livello superiore sono rimaste il marchio di fabbrica dei friulani. L’impressione è che il club abbia ormai consolidato la propria dimensione in Serie A e che, con questa base, ci siano anche margini per provare a fare qualcosa in più.
VERONA – voto 4
Questa volta il Verona non è riuscito a ripetere l’ennesima impresa e, dopo sei salvezze consecutive, è arrivato il ritorno in Serie B. La squadra ha faticato ad assorbire gli addii di diversi giocatori importanti e l’ennesimo cambiamento tecnico non ha prodotto la solita reazione vista negli anni precedenti. Il finale di campionato, con i pareggi contro Juventus e Inter, ha almeno evitato una chiusura completamente negativa, ma non è bastato a cambiare il destino della stagione. Dopo anni passati spesso oltre le aspettative, per il Verona è arrivato un ridimensionamento che in pochi si aspettavano.




